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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7354/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano dell'08/09/2022 che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto del P.M. del 08/07/2022 di sequestro di tutti i beni emersi durante la perquisizione del 04/07/2022 (beni rinvenuti nell'autovettura con a bordo il ricorrente e un connazionale). Il ricorrente contestava: 1) la qualificazione dei beni come "corpo del reato" o pertinenze, ritenendo assente nesso con reato e quindi mancanti le esigenze probatorie; 2) la motivazione circa la presunta provenienza illecita della somma di denaro sequestrata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che, ai fini del sequestro probatorio, non sia necessaria la prova definitiva della pertinenzialità o del carattere di corpo del reato, ma occorra la possibilità effettiva, fondata su elementi concreti, di configurare un rapporto tra i beni e il reato. Nel caso concreto il tribunale del riesame e il decreto del P.M. avevano indicato elementi concreti: pluralità di capi di abbigliamento e oggettistica di marchi prestigiosi incompatibili con l'uso personale e con l'attività lavorativa degli indagati, smartphone di elevato valore senza giustificazioni, ingentissima somma di denaro suddivisa in mazzette e il modesto reddito degli indagati. Tali circostanze giustificavano l'esigenza investigativa di appurare la provenienza delittuosa (ipotesi di falsificazione/alterazione e di ricettazione) e quindi la misura del sequestro probatorio. La Corte ha inoltre ribadito che il vincolo deve essere mantenuto solo per il tempo strettamente necessario agli accertamenti. A carico del ricorrente è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Richiamato come tipologia di reato (ricettazione) rispetto alla quale i beni sequestrati potrebbero costituire provento o oggetti riconducibili all'attività illecita; giustifica il sequestro probatorio per accertare la provenienza dei beni

  • art. 474 c.p.

    Richiamato in relazione al delitto di falso (falsificazione/alterazione delle caratteristiche distintive dei beni); i beni di pregio e la loro qualità possono far ritenere concreta l'ipotesi che siano contraffatti o alterati, giustificando accertamenti

  • Giurisprudenza: Cass. sez. 2, sent. n. 51200 del 29/10/2019 (Rv. 278229)

    Principio secondo cui per la legittimità del sequestro probatorio non è necessaria la prova definitiva della pertinenzialità o del carattere di corpo del reato, ma occorre una possibilità effettiva, fondata su elementi concreti e non astratti, di configurare un rapporto tra il bene e il reato

  • Principio processuale sulla temporaneità e proporzionalità del sequestro probatorio

    Il mantenimento del vincolo derivante dal sequestro probatorio deve essere limitato al tempo strettamente necessario per gli accertamenti per i quali il sequestro è stato disposto; rileva la finalità esclusiva di conservazione della prova e la proporzionalità dell'intervento restrittivo

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio non richiede la prova definitiva che il bene sia pertinenza o corpo del reato, ma è legittimo se vi è una possibilità effettiva, fondata su elementi concreti, di un nesso tra beni e reato
  • Circostanze fattuali concrete (quantità di denaro, beni di valore non compatibili con il reddito, mancanza di giustificazioni, rinvenimento in un contesto sospetto) possono giustificare il sequestro per finalità probatorie
  • La difesa che impugna il sequestro deve puntare a dimostrare l'assenza di elementi concreti di collegamento (documentazione di acquisto, spiegazioni credibili sulla provenienza, compatibilità con il reddito) e la sproporzione/inefficacia della misura
  • Il vincolo derivante dal sequestro deve essere proporzionato e limitato nel tempo: è possibile richiedere il dissequestro o il rilascio anticipato qualora gli accertamenti non necessitino di ulteriore conservazione dei beni
  • In casi simili è rilevante che il P.M. motivi specificamente le ragioni investigative (qualità dei beni, modalità del rinvenimento, situazione economica degli indagati) per dimostrare la ragionevolezza del nesso ipotizzato

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