Cassazione Penale, Sentenza n. 49600/2022 del 29/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 12/04/2022 che aveva respinto il reclamo contro il provvedimento del magistrato di sorveglianza di Pescara che aveva rifiutato la liberazione anticipata per il semestre 19/05/2016 - 18/11/2016. Il Tribunale aveva motivato il diniego ritenendo possibile l'esistenza di collegamenti con la criminalità organizzata perché i reati attribuiti ai correi sarebbero risultati commessi fino ad aprile 2016. Il ricorrente contestava la motivazione per illogicità e contrarietà ai dati di fatto: Gemito è stato condannato per art. 74 d.p.r. n. 309/1990 (reati in materia di stupefacenti) e non per il reato di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), e non può essere ritenuto responsabile dei reati commessi da altri senza che sia chiarito il rapporto fra lui e i correi e la rilevanza di tale rapporto rispetto al requisito della rieducazione richiesto per la liberazione anticipata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: l'ordinanza del Tribunale è priva di logica motivazionale perché imputa effetti al ricorrente sulla base di reati non contestati a lui (atti dei correi) e non spiega il nesso fra le condanne dei terzi e la situazione personale del ricorrente né l'incidenza di tale nesso sulla sua rieducazione. Per questi motivi la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di L'Aquila per un nuovo giudizio con motivazione conforme ai principi indicati.
Norme richiamate
art. 74 d.p.r. n. 309 del 1990
Norma sui delitti in materia di stupefacenti; nella sentenza si osserva che la condanna del ricorrente era per questa fattispecie e non per associazione mafiosa, dunque la sola condanna ai sensi dell'art. 74 non giustifica automaticamente la ricostruzione di collegamenti mafiosi che incidano sulla rieducazione.
art. 416-bis cod. pen.
Fattispecie di associazione di tipo mafioso; la sentenza sottolinea che l'attribuzione di reati 416-bis a correi non può, senza spiegazione, essere traslata sul ricorrente: occorre illustrare il rapporto personale e la rilevanza di tale rapporto rispetto al giudizio sulla rieducazione e sulla idoneità alla liberazione anticipata.
Massime di principio
- Per negare la liberazione anticipata per presunti "collegamenti con la criminalità organizzata" il giudice deve provare o spiegare il nesso personale e operativo fra il detenuto e l'organizzazione; non è sufficiente richiamare reati commessi da altre persone senza illustrare la loro relazione con il ricorrente.
- La condanna per reati di stupefacenti (art. 74 d.p.r. 309/1990) non equivale automaticamente a una condanna per associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.); la qualificazione giuridica dei fatti rileva ai fini della valutazione del rischio di persistenza di collegamenti organizzati.
- Se un provvedimento motivato valorizza fatti attribuiti a correi, deve indicare in che modo quei fatti riflettono sulla personalità, sul comportamento e sulla rieducazione del detenuto, fornendo un percorso logico e probatorio.
- Motivazioni contraddittorie o illogiche rispetto ai dati di fatto comportano l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio.
- Nei semestri immediatamente successivi all'arresto occorre particolare attenzione nella valutazione della persistenza di legami criminosi: l'assenza di chiari elementi che colleghino il detenuto a condotte di tipo mafioso deve essere esplicitamente considerata.
- La valutazione per la liberazione anticipata deve sempre avere come parametro centrale la rieducazione: ogni riferimento a fatti esterni deve essere ricondotto esplicitamente a come influiscono su tale parametro.
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