Cassazione Penale, Sentenza n. 35468/2024 del 20/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza sulla procedibilità per il reato di lesioni contestato a Hamdi Anis. In sede di udienza preliminare il GUP aveva escluso la circostanza aggravante dell\"uso di un\"arma\" (art.585 c.p.), ritenendo che il fatto concreto non integrasse l\"aggravante (si trattava dell\"uso di una bottiglia integra) e aveva quindi dichiarato la competenza del Giudice di Pace. Il Giudice di Pace ha sollevato conflitto negativo sostenendo che l\"esclusione dell\"aggravante fosse errata, in contrasto con la prevalente giurisprudenza, e ha chiesto che fosse riconosciuta la competenza del giudice togato.
La decisione
Il conflitto è stato ritenuto fondato: la Corte ha dichiarato la competenza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Emilia e ha disposto la trasmissione degli atti al GIP. La Corte ha motivato la decisione richiamando le Sezioni Unite e affermando che la competenza va valutata secondo la ragionevolezza della prospettazione dell\"accusa e non con una valutazione di merito precoce; poiché non era irragionevole contestare l\"uso di un\"arma (anche impropria, come una bottiglia di vetro), la valutazione definitiva sull\"aggravante deve essere rimessa al giudice togato, che risulta quindi competente.
Norme richiamate
art. 585 cod. pen.
Norma richiamata come riferimento per la circostanza aggravante (lesioni commesse con uso di arma). La Corte non entra nel merito dell\"applicazione concreta ma riconosce che, a prima valutazione, l\"uso di una bottiglia può rientrare nella nozione di arma anche impropria.
art. 48 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274
Richiamato per l\"obbligo del giudice togato di dichiarare l\"incompetenza in ogni stato e grado del processo in materia di reati di competenza del giudice di pace, in deroga al regime ordinario. La Corte applica il principio descritto dalle Sezioni Unite richiamate.
artt. 23 comma 2 e 24 comma 2 cod. proc. pen.
Norme del regime ordinario della competenza richiamate solo per contrasto con la deroga prevista dall\"art. 48 d.lgs. 274/2000; la Corte conferma che, nei casi indicati dalle Sezioni Unite, la competenza del giudice togato deve essere dichiarata indipendentemente dallo stato del processo.
Sezioni Unite, sent. n. 28908 del 27.9.2018 (dep. 2019), rv 275869
Giurisprudenza di legittimità richiamata come principio guida: la competenza va dichiarata dal giudice togato in ogni stato e grado quando si tratta di reati di competenza del Giudice di Pace, fermo restando il criterio della "perpetuatio iurisdictionis" in caso di riqualificazione in favore del giudice di pace, ma solo se il reato è stato correttamente attribuito "ad origine" e la riqualificazione deriva da acquisizioni probatorie sopravvenute. Le Sezioni Unite sono state utilizzate per stabilire che non si può decidere la competenza anticipando valutazioni di merito.
Massime di principio
- La determinazione della competenza non richiede una valutazione approfondita di merito: è sufficiente la "ragionevolezza" della prospettazione dell\"accusa nell\"atto di esercizio dell\"azione penale per assegnare la competenza iniziale.
- Se esiste una contestazione non manifestamente irragionevole di una circostanza aggravante (es. uso di arma anche impropria), la competenza deve essere attribuita al giudice togato e la verifica sulla sussistenza effettiva dell\"aggravante va fatta nella decisione di merito.
- Le Sezioni Unite impongono al giudice togato l\"obbligo di dichiarare l\"incompetenza in ogni stato e grado quando ricorre la materia disciplinata dall\"art.48 d.lgs. 274/2000; ciò limita la possibilità del giudice di pace di trattenere il procedimento quando la questione di competenza è controversa.
- Il principio della perpetuatio iurisdictionis opera solo se la fattispecie è stata correttamente attribuita al giudice "ad originem" e la riqualificazione a favore del Giudice di Pace deriva da elementi probatori sopravvenuti; in assenza di ciò la competenza resta del giudice togato.
- Nelle attività difensive/processuali è opportuno sollevare tempestivamente questioni di competenza e documentare la ragionevolezza della qualificazione della fattispecie, evitando valutazioni di merito nella fase di determinazione della competenza.
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