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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34551/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gjeci Astrit era stato dichiarato colpevole del reato di cui all'art.10-bis d.lgs. 25/07/1998 n.286 (trattenimento illecito nel territorio nazionale) e condannato a 5.000 euro di ammenda. In cassazione il ricorrente ha dedotto (1) che la sua permanenza fosse giustificata perché, pur avendo una condanna a pena detentiva, era in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza sulla richiesta di misure alternative e convocato dall'Ufficio di esecuzione penale esterna per data successiva all'accertamento del presunto reato; (2) ha chiesto il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.) e, in via affine, della improcedibilità di cui all'art.34 d.lgs. n.274/2000.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi: l'essere sottoposto a condanna e in attesa di decisione sull'esecuzione o benefici penitenziari non costituisce automaticamente titolo legittimante la permanenza sul territorio nazionale; per il rientro o la permanenza per esigenze di giustizia penale è necessaria l'autorizzazione del Questore ai sensi dell'art.17 d.lgs.286/98. Ha inoltre dichiarato inammissibile il terzo motivo: la causa di non punibilità di cui all'art.131-bis c.p. non è applicabile nei procedimenti di competenza del giudice di pace (giurisprudenza di legittimità), e l'eventuale improcedibilità ex art.34 d.lgs.274/2000 non poteva essere pronunciata d'ufficio dal giudice di pace in assenza di specifica deduzione o interlocuzione da parte della difesa. Conseguentemente è stata confermata la condanna e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Norma che disciplina l'illecito trattenimento nel territorio nazionale: il fatto contestato è stato inquadrato in tale disposizione quale reato attribuito al ricorrente.

  • art. 17 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Stabilisce che lo straniero già allontanato può essere autorizzato a rientrare per esigenze di giustizia penale solo previa autorizzazione del Questore; la Corte ha richiamato tale disposizione per affermare che la mera attesa di decisioni penitenziarie non legittima di per sé la permanenza.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha rilevato che tale causa non è applicabile nei procedimenti di competenza del giudice di pace (richiamata giurisprudenza di Sezioni Unite).

  • art. 34 d.lgs. n. 274/2000

    Regola l'improcedibilità per particolare tenuità; la Corte ha osservato che la declaratoria di improcedibilità ex art.34 non può essere pronunciata dal giudice di pace d'ufficio senza specifica deduzione della difesa o previa interlocuzione.

  • Sez. U, n. 14500 del 28/03/2006, Alloussi, Rv. 233420-01

    Sez. U, n. 14500 del 28/03/2006, Alloussi, Rv. 233420-01

    Giurisprudenza richiamata per l'affermazione che misure alternative alla detenzione possono essere applicate anche allo straniero privo di permesso di soggiorno, nel caso però che la pena sia già in corso di esecuzione.

  • Sez. U, n. 53683 del 22/06/2017, Pmp, Rv. 271587-01

    Sez. U, n. 53683 del 22/06/2017, Pmp, Rv. 271587-01

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite che ha escluso l'applicabilità dell'art.131-bis c.p. nei procedimenti di competenza del giudice di pace; richiamata dalla Corte per motivare l'inammissibilità del motivo relativo alla tenuità.

  • Sez. 1, n. 49171 del 28/09/2016, Chebouti, Rv. 268458-01

    Sez. 1, n. 49171 del 28/09/2016, Chebouti, Rv. 268458-01

    Giurisprudenza che chiarisce l'impossibilità per il giudice di pace di pronunciare d'ufficio l'improcedibilità ex art.34 in assenza di specifica sollecitazione della difesa; utilizzata per escludere la doglianza sollevata in cassazione non proposta nel merito.

Massime di principio

  • La semplice condizione di avere una condanna e di essere in attesa di decisioni sull'esecuzione o su benefici penitenziari non legittima automaticamente la permanenza nel territorio nazionale per lo straniero; serve un titolo giuridico (es. autorizzazione del Questore ai sensi dell'art.17 d.lgs.286/98) salvo che la pena sia già in corso di esecuzione.
  • Se la pena è già in corso di esecuzione (anche mediante misure alternative), la permanenza sul territorio può essere considerata giustificata in quanto implicata dal regime di esecuzione.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.) non è applicabile nei procedimenti davanti al giudice di pace in base alla giurisprudenza di legittimità; quindi la sua invocazione deve essere valutata alla luce della competenza.
  • L'improcedibilità ex art.34 d.lgs. n.274/2000 richiede che la difesa ne faccia specifica deduzione o che vi sia stata almeno interlocuzione; non può essere pronunciata d'ufficio dal giudice di pace senza partecipazione delle parti, e non può essere sollevata per la prima volta in cassazione se non era stata prospettata nel merito.
  • In casi simili, chiunque invoca una causa di non punibilità o improcedibilità deve prestare attenzione sia alla competenza del giudice (esclusione dell'art.131-bis davanti al giudice di pace) sia alla necessità di dedurre espressamente tali eccezioni in sede di merito per non perdere la possibilità di impugnazione in sede di legittimità.

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