Cassazione Penale, Sentenza n. 41971/2024 del 15/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di La Spezia del 03/07/2024 che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP il 12/06/2024 e disposto il dissequestro di somme (tra cui euro 330.050,00) e otto orologi. Il Procuratore contestava che il Tribunale avesse omesso di motivare adeguatamente la sussistenza del fumus commissi delicti (autoriciclaggio e riciclaggio) tenendo conto di intercettazioni e accertamenti patrimoniali e la riferibilità delle somme a Zaccaro, chiedendo la cassazione parziale dell'ordinanza.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse del ricorrente pubblicistico. Ha ritenuto che il Procuratore si fosse limitato a censurare il profilo del fumus senza prospettare l'esistenza del periculum in mora necessario per il ripristino della misura reale, così mancando l'interesse concreto richiesto per la proposizione del ricorso in cassazione. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di riesame che aveva disposto il dissequestro è rimasta integra.
Norme richiamate
art. 4 d.lgs. n. 74/2000
Citato dal Tribunale nella verifica della sussistenza del reato presupposto (evasione fiscale) e ritenuto non applicabile perché non risultavano soddisfatti i doppi presupposti richiesti (imposta evasa superiore a 100.000 euro e ammontare complessivo degli elementi sottratti).
art. 240-bis cod. pen.
Richiamato in relazione ai presupposti per la confisca; la Corte ha rilevato l'assenza di verifiche sulla incongruità dei redditi e sulla identificazione del profitto/prodotto del reato, elementi necessari per giustificare la confisca ex art. 240-bis.
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato dalla giurisprudenza come ipotesi in cui, per specifici reati, può ritenersi implicitamente sussistente il profilo delle esigenze cautelari; la Corte ricorda però che, in generale, il PM deve comunque dimostrare la concretezza delle esigenze cautelari se impugna per difetto di fumus.
artt. 568, comma 4 e 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.
Richiamati in relazione al requisito dell'interesse per proporre impugnazioni in sede penale: il ricorrente deve avere un interesse concreto e attuale all'impugnazione, non meramente astratto.
art. 299 cod. proc. pen.
Richiamato per sottolineare la necessità del controllo costante, nel tempo, del permanere delle condizioni che giustificano le esigenze cautelari; ciò implica che il PM debba dimostrare l'attualità delle esigenze cautelari al momento dell'impugnazione.
Massime di principio
- Il pubblico ministero che impugna l'ordinanza di annullamento di un sequestro preventivo deve dimostrare non solo il fumus del reato, ma anche il periculum in mora: l'interesse del PM è concreto e collegato alla possibilità di ottenere il ripristino della misura.
- Se il ricorso del PM si limita a censurare il fumus senza prospettare l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari (pericolo nel ritardo), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
- Nelle misure reali finalizzate alla confisca è sempre necessario valutare distintamente la sussistenza del fumus e del periculum; non opera automatismo di presunzione del periculum salvo ipotesi espressamente previste (es. art. 275, comma 3, per taluni reati).
- Il giudice del riesame deve motivare sui presupposti del sequestro indicando il titolo del vincolo (prodotto/profitto/prezzo) e valutare la congruità dei redditi rispetto alle disponibilità patrimoniali; l'assenza di tali verifiche può giustificare il dissequestro.
- Intercettazioni e indizi patrimoniali devono essere valutati nel loro complesso e con argomentazione specifica: affermazioni meramente generiche o riferimenti a precedenti penali datati possono risultare insufficienti a sostenere il fumus.
- Beni destinati a uso personale e appartenenti a soggetti terzi richiedono particolare attenzione: la confiscabilità non è automatica se manca la prova che siano prodotto o profitto del reato.
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