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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19750/2023 del 11/07/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dal passaggio per mobilità volontaria, ai sensi dell'art. 30 d.lgs. n. 165/2001, di un dipendente che proveniva dall'Università degli Studi di Milano, dove era inquadrato nell'Area C, posizione economica C2 del CCNL Comparto Università, all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il lavoratore chiedeva l'accertamento del diritto a essere inquadrato, all'atto del trasferimento, nell'Area II fascia retributiva F4, anziché nell'Area II fascia F3 attribuitagli dalla nuova amministrazione, con decorrenza dal passaggio e con effetti giuridici ed economici. Il Tribunale e poi la Corte d'appello di Milano avevano accolto la domanda, ritenendo che il trasferimento ex art. 30 d.lgs. n. 165/2001 operi come cessione del contratto e che, in base al confronto con le tabelle di equiparazione professionale del d.P.C.M. n. 446/2000, la posizione di provenienza corrispondesse alla fascia F4. L'Agenzia ricorreva in cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 30 d.lgs. n. 165/2001, sostenendo: che la corrispondenza tra inquadramento di provenienza e di destinazione andasse verificata in concreto comparando le mansioni dei profili professionali; che, in assenza di tabelle applicabili, l'ente aveva correttamente effettuato l'equiparazione sulla base dei livelli omogenei di competenze; che le tabelle del d.P.C.M. n. 446/2000 non erano applicabili alla fattispecie e non potevano essere utilizzate come parametro interpretativo; e che, comunque, il contratto sottoscritto dal dipendente con il nuovo inquadramento nell'Area III F1 avrebbe dovuto valere come accettazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo dell'Agenzia e ha rigettato il ricorso. Ha confermato l'impostazione della Corte d'appello secondo cui il trasferimento ex art. 30 d.lgs. n. 165/2001 integra una modificazione soggettiva del rapporto assimilabile alla cessione del contratto, con trasposizione del rapporto nella sua unitarietà e conservazione della posizione giuridica ed economica di provenienza. Ha inoltre condiviso il principio per cui, ai fini della corretta individuazione dell'inquadramento nella amministrazione di destinazione, occorre tener conto dell'inquadramento presso l'ente di provenienza e delle posizioni economiche differenziate previste dall'amministrazione cessionaria, evitando effetti di dequalificazione del personale trasferito. È stato ritenuto non irrazionale l'uso del d.P.C.M. n. 446/2000 come parametro di riferimento, pur non direttamente applicabile, e la questione della sottoscrizione del contratto con l'inquadramento inferiore è stata considerata assorbita. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna dell'Agenzia alle spese di legittimità, distratte in favore del difensore antistatario; è stato inoltre escluso l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato per la qualità soggettiva dell'Amministrazione dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 30 d.lgs. n. 165/2001

    Il passaggio diretto tra amministrazioni pubbliche è qualificato come trasferimento del rapporto con modificazione soggettiva e conservazione della posizione giuridica ed economica del dipendente; l'inquadramento nella nuova amministrazione deve rispettare la corrispondenza con la posizione di provenienza e non può determinare una dequalificazione del lavoratore.

  • artt. 1406 ss. cod. civ.

    Il trasferimento per mobilità viene ricondotto alla cessione del contratto, poiché comporta il trasferimento soggettivo del complesso unitario di diritti e obblighi derivanti dal rapporto.

  • d.P.C.M. n. 446/2000

    Pur non essendo direttamente applicabile alla fattispecie, può essere utilizzato come utile parametro di riferimento per comparare le posizioni di provenienza e di destinazione.

  • art. 93 cod. proc. civ.

    Le spese sono distratte in favore del difensore che ne abbia fatto richiesta e dichiarazione.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Non ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché la parte ricorrente è un'Amministrazione dello Stato esonerata dal materiale versamento mediante prenotazione a debito.

  • art. 1, comma 17, legge n. 228 del 2012

    Ha introdotto il comma 1 quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002 in materia di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego privatizzato, il passaggio diretto tra amministrazioni ex art. 30 d.lgs. n. 165/2001 va letto come cessione del contratto: il rapporto prosegue nella sua unitarietà e la nuova amministrazione deve collocare il dipendente in una posizione coerente con quella di provenienza, salvaguardando anzianità, qualifica e trattamento economico.
  • Ai fini dell'inquadramento del dipendente trasferito non basta un confronto astratto tra nomenclature interne: occorre verificare la corrispondenza sostanziale tra la posizione di provenienza e quella di destinazione, tenendo conto dell'ordinamento contrattuale dell'amministrazione ricevente e delle sue fasce o posizioni economiche.
  • L'interpretazione dell'art. 30 deve evitare effetti di dequalificazione 'strisciante' del personale trasferito; l'attribuzione di una fascia economica inferiore rispetto alla posizione di provenienza non è legittima se compromette la continuità della progressione professionale.
  • In mancanza di tabelle espressamente applicabili, è consentito utilizzare tabelle di equiparazione relative ad altre ipotesi di mobilità come criterio orientativo, purché il loro impiego sia coerente e non irrazionale rispetto alla fattispecie concreta.
  • L'eventuale sottoscrizione di un contratto di inquadramento peggiorativo non assume rilievo decisivo se confligge con la disciplina imperativa del trasferimento e con la necessaria conservazione della posizione giuridico-economica del lavoratore.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimento d'azienda
RamiLavoro
IstitutiBuona fede e correttezza

Testo integrale

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