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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27165/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per rapina aggravata (per travisamento e per la età della persona offesa >65 anni) e per indebito utilizzo di carta di credito, deducendo: omissione/insufficiente motivazione circa l'esclusione della recidiva e del suo effetto sul trattamento sanzionatorio (per lo stato di emarginazione socio-economica); mancata esclusione delle aggravanti di cui all'art. 628, comma 3 (travisamento e vittima ultrasessantacinquenne) soprattutto per Della Santina che era “palo”; mancata applicazione dell'attenuante della rapina di lieve entità alla luce della sentenza Corte Cost. n.86/2024; motivazione carente e irragionevole in ordine alla determinazione della pena, alla quantificazione dell'aumento per continuazione e al mancato apprezzamento della riparazione del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi come generici e manifestamente infondati, ritenendo che i motivi reiterino censure già formulate in appello senza confrontarsi con le risposte dei giudici di merito. Ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte territoriale sulla recidiva (lunga carriera criminale e reiterazione di reati patrimoniali escludono rilevanza scriminante dello stato di emarginazione), ha confermato l'applicabilità dell'aggravante del travisamento anche al coimputato in quanto l'azione era frutto di un accordo e prevedeva il travisamento, e ha ritenuto legittima l'applicazione dell'aggravante per età della vittima (74 anni) in quanto l'età è apprezzabile anche per posture e andatura. Ha escluso l'attenuante della lieve entità in presenza delle aggravanti e della negatività della personalità degli imputati. Quanto alla quantificazione della pena, ha ritenuto che la discrezionalità del giudice di merito sia stata esercitata con motivazione congrua. Ha condannato i ricorrenti alle spese e a una somma di euro 3.000 ciascuno alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen., comma 3 (aggravanti della rapina)

    La Corte ha ritenuto sussistenti le aggravanti previste dal comma 3 (travisamento e età della persona offesa), applicandole anche al soggetto che fungeva da palo in ragione dell'accordo criminoso e della prevedibilità dell'età della vittima

  • art. 59 cod. pen., comma 2

    Richiamata in relazione alla disamina delle aggravanti; non ha impedito l'applicazione delle aggravanti nei termini valutati dai giudici di merito

  • art. 69 cod. pen., quarto comma

    Il giudice ha richiamato il principio che la recidiva reiterata non consente il giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche, giustificando il riconoscimento dell'equivalenza tra aggravanti e attenuanti pur mantenendo il trattamento sanzionatorio più severo

  • art. 62 cod. pen., n. 6

    Citato nella discussione sull'apprezzamento delle circostanze attenuanti; la Corte ha considerato che, comunque, la riparazione parziale non bastava a prevalere sulle aggravanti e sul profilo della personalità

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato in relazione ai criteri per commisurare l'aumento per continuazione; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia svolto adeguata motivazione nella quantificazione

  • Sentenza Corte Cost. n. 86/2024 (attenuante della rapina di lieve entità)

    La difesa invocava l'applicazione dell'attenuante; la Corte ha escluso la sua applicabilità per la presenza di due aggravanti e per la pericolosità dimostrata dagli imputati

Massime di principio

  • La recidiva lunga e la reiterazione di reati patrimoniali riducono l'efficacia probatoria dello stato di emarginazione quale giustificazione e consolidano un trattamento sanzionatorio più severo.
  • Il travisamento può essere attribuito anche all'imputato che non ha materialmente coperto il volto se emerge un accordo criminoso e una comune programmazione dell'azione: l'esistenza di un ruolo di 'palo' non esclude automaticamente la responsabilità per le aggravanti previste.
  • L'aggravante collegata all'età della vittima (>65 anni) può essere ritenuta sussistente sulla base dell'osservabilità dell'età apparente (postura, andatura) e non richiede prova formale della percezione soggettiva dell'età, salvo specifiche prove contrarie.
  • La presenza di più aggravanti e di modalità violente anche se il valore sottratto è limitato può escludere l'applicazione dell'attenuante della lieve entità prevista dalla giurisprudenza costituzionale; l'offensività complessiva del fatto prevale sulla mera entità economica.
  • La riparazione del danno (restituzione) e il comportamento processuale possono essere valutati ai fini delle attenuanti, ma non impongono automaticamente una riduzione significativa della pena se le aggravanti e la personalità criminale risultano gravi.
  • Le censure sulla misura della pena e sugli aumenti per continuazione incontrano il limite del sindacato di legittimità: la Corte di Cassazione controlla la correttezza logica e giuridica della motivazione, non la discrezionalità valutativa del giudice di merito.
  • Per devastare in Cassazione le aggravanti occorre proporre censure specifiche e argomentate con riferimento alle motivazioni di merito; motivi generici che semplicemente reiterano le doglianze d'appello sono spesso dichiarati inammissibili.

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