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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22773/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso in Cassazione è stato proposto avverso la sentenza della Corte d'Appello di Brescia del 19/05/2022. Tuttavia l'imputato è deceduto il 29/01/2023 (certificato anagrafico prodotto dal difensore e verificato dalla Cancelleria) nelle more della fissazione del ricorso. Poiché la morte ha estinto il reato ai sensi dell'art. 150 cod. pen., la prosecuzione del procedimento di merito è impossibile e si impone l'annullamento della sentenza impugnata senza rinvio, anziché una pronuncia sul merito o un proscioglimento.

La decisione

La Corte di Cassazione, nella camera di consiglio del 21 marzo 2023, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato. La Corte ha rilevato che la morte è intervenuta successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione; ciò impone l'annullamento senza rinvio con enunciazione della causale nel dispositivo, esaurendosi così il rapporto processuale e precludendosi ogni pronuncia di proscioglimento nel merito ex art. 129, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 150 cod. pen.

    La norma dispone l'estinzione del reato per morte dell'imputato. La Corte ha ritenuto che, accertato il decesso, il titolo di punibilità si estingue e non può più essere pronunciata una condanna o un proscioglimento di merito.

  • art. 620, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    La Corte ha applicato il principio secondo cui, se l'imputato muore dopo la proposizione del ricorso per Cassazione, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio. L'enunciazione della causale deve comparire nel dispositivo.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La norma riguarda il proscioglimento nel merito; la Corte ha sottolineato che, quando la morte estingue il reato e non risulta dall'impugnata evidenza che il reato fosse già estinto, è preclusa ogni pronuncia di proscioglimento nel merito.

  • Sez. U, n. 30 del 25/10/2000 (Poggi Longo) - giurisprudenza

    Precedente richiamato che conferma l'obbligo di annullamento senza rinvio se la morte dell'imputato interviene dopo la proposizione del ricorso, rilevando l'impossibilità di pronunciarsi sul merito e la necessità di enunciare la causa di estinzione nel dispositivo.

Massime di principio

  • La morte dell'imputato estingue il reato ai sensi dell'art. 150 c.p., rendendo impossibile la prosecuzione del giudizio penale e qualsiasi condanna.
  • Se la morte interviene dopo la proposizione del ricorso per Cassazione, la Suprema Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio e deve enunciare nel dispositivo la causa di estinzione (art. 620 c.p.p.).
  • Non è possibile, dopo la morte dell'imputato, pronunciare un proscioglimento nel merito salvo che dall'impugnata sentenza non emerga chiaramente che il reato era già estinto; in mancanza, si procede ad annullamento senza rinvio (art. 129, comma 2 c.p.p.).
  • In situazioni analoghe occorre produrre e verificare tempestivamente il certificato di morte; una volta accertata la morte, l'azione penale si estingue e le parti devono essere avvisate dell'impossibilità di ricevere una pronuncia di merito.
  • La presenza di un ricorso già pendente non impedisce l'estinzione del reato; al contrario, la morte intervenuta nelle more impone l'annullamento senza rinvio e la chiusura del relativo rapporto processuale.

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