Cassazione Civile, Ordinanza n. 19705/2023 del 11/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
L'ente proprietario di alloggi di edilizia residenziale ha agito per ottenere dal Comune il pagamento di un'indennità complessiva per l'occupazione di alcuni alloggi siti in contrada Rotalupo, utilizzati per ospitare famiglie sgomberate dopo una frana. La lite nasce da una serie di ordinanze di requisizione adottate dal Sindaco per fronteggiare l'emergenza e dalla questione di chi fosse il soggetto passivamente legittimato al pagamento dell'indennità: secondo il ricorrente, il Comune avrebbe dovuto rispondere perché le requisizioni sarebbero state adottate oltre l'ambito della delega emergenziale oppure, comunque, l'ordinanza ministeriale avrebbe escluso la responsabilità del Ministero nei rapporti con i terzi. La Corte d'appello ha invece ritenuto che il Sindaco avesse agito quale ufficiale di governo nell'ambito di poteri speciali statali, con conseguente carenza di legittimazione passiva del Comune. In cassazione, l'ente ricorrente ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 7 della L. 2248/1865 all. E, dell'Ordinanza ministeriale n. 791/FPC/ZA del 13/8/1986 e del D.L. n. 8/1987 conv. in L. n. 120/1987, sostenendo che la delega fosse limitata ai primi interventi urgenti e non si estendesse alle requisizioni disposte circa un anno dopo; con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 3 della medesima ordinanza, assumendo che il Ministero fosse esonerato dalle controversie con i terzi e che, quindi, il convenuto corretto fosse il Comune.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso e ha confermato la decisione di merito che aveva escluso la legittimazione passiva del Comune. Secondo la Corte, il potere di requisizione esercitato dal Sindaco in situazioni emergenziali e di calamità naturale è riconducibile alla funzione di ufficiale di governo e alla delega interorganica dello Stato, non a una competenza propria del Comune. Di conseguenza, l'obbligato verso i proprietari degli immobili requisiti è l'amministrazione statale, in particolare il Ministero per il coordinamento della protezione civile/Dipartimento competente, mentre il Comune resta estraneo alla vicenda ablatoria. Le spese sono state poste a carico della ricorrente.
Norme richiamate
art. 360 n. 3 c.p.c.
Norma evocata come parametro del ricorso per denunciare violazione o falsa applicazione di legge.
art. 7 L. 2248/1865 all. E
Richiamato per qualificare il potere contingibile e urgente del Sindaco quale ufficiale di governo nelle situazioni di assoluta urgenza.
Ordinanza del Ministro per il coordinamento della Protezione Civile 791/FPC/ZA del 13/8/1986
Considerata fonte speciale dei poteri emergenziali conferiti al Sindaco nella gestione della calamità di Senise.
D.L. n. 8/1987 conv. in L. n. 120/1987
Richiamato come base normativa speciale degli interventi urgenti per l'emergenza di Senise e delle aree franate.
D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616
Menziionato per escludere che i poteri ordinari degli enti locali in materia di igiene e collettività comprendano poteri restrittivi della proprietà privata.
art. 3 dell'Ordinanza del Ministro per il coordinamento della Protezione Civile 791/FPC/ZA del 13/8/1986
Invocato dalla ricorrente per sostenere l'esonero del Ministero dalle controversie con i terzi; la Corte non ne ha tratto un diverso esito rispetto alla regola della legittimazione statale.
art. 13, comma 1 quater, D.P.R. 115/2002
Richiamato nel dispositivo ai fini del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Quando il Sindaco esercita poteri di requisizione o di ordinanza contingibile e urgente in contesti di calamità naturale in forza di una delega interorganica statale, egli agisce quale ufficiale di governo e non quale organo del Comune.
- Nei giudizi di pagamento o risarcimento relativi all'occupazione/requisizione di beni disposta in occasione di emergenze o eventi calamitosi, la legittimazione passiva appartiene all'amministrazione statale delegante, non al Comune, salvo un diverso e specifico trasferimento di funzioni previsto dalla legge.
- La mera protrazione dell'occupazione oltre il periodo originariamente previsto non muta il soggetto obbligato all'indennità se non interviene un effettivo mutamento del titolo dell'occupazione.
- I poteri ordinari attribuiti agli enti locali in materie di amministrazione della collettività non equivalgono a poteri ablatori o restrittivi della proprietà privata; tali poteri restano imputabili allo Stato quando il Sindaco li esercita come organo statale.
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