Ordinanza n. 1369/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del Decreto di Acquisizione Sanante del Comune di Curti, reso ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, prot. n. 2731 del 24.02.2026, firmato dal Responsabile del Servizio Tecnico 1 e notificato in data 09.03.2026; - della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 22 del 05.07.2024, avente ad oggetto l'atto di indirizzo per l'acquisizione sanante di terreni occupati per la realizzazione di opere pubbliche e P.E.E.P.; - della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 541 del 20.08.2025, avente ad oggetto acquisizione sanante, ex-art.42 bis del d.P.R.n. 327/2001 di terreni occupati per la realizzazione delle seguenti opere: palestra–palazzetto, campi di bocce e tennis, strada di collegamento via A. Manzoni – Via Treviso (Attuale Via A. Moro)...". – Richiesta di erogazione a valere sul mutuo cassa DD.PP. posizione n° 6230456; - della Determinazione del Servizio Tecnico n. 578 del 15.09.2025 (reg. gen. n. 209), relativa all'ordinanza di deposito delle somme presso il MEF-RTS; - nonché ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compresi la deliberazione del Consiglio Comunale n. 22 del 05.07.2024, l’avvio del procedimento del 20.11.2024, il rigetto delle osservazioni dell’ASL e gli atti di determinazione e deposito dell’indennizzo, nonché le formalità reali (pubblicazione, registrazione, trascrizione e voltura) disposte dal Comune.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 relativo a terreni occupati per la realizzazione di opere pubbliche, unitamente agli atti presupposti e agli atti di determinazione e deposito dell'indennizzo
Esito
Favorevole al resistente (comune e amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'ASL di Caserta ha chiesto l'annullamento, previa sospensione cautelare, del decreto con cui il Comune di Curti ha disposto l'acquisizione sanante di terreni censiti al foglio 1, particelle originarie 16 e 57, nonché delle deliberazioni consiliari, della determinazione relativa al deposito delle somme presso il MEF-RTS, dell'avvio del procedimento, del rigetto delle osservazioni e delle formalità reali conseguenti. Dalla vicenda emerge che il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con sentenza parziale del 2018, aveva condannato il Comune alla restituzione del terreno e dei manufatti; la pronuncia era stata confermata dalla Corte d'Appello di Napoli nel 2024, ma risultava ancora pendente il ricorso per cassazione. Era inoltre impugnata in Cassazione la successiva sentenza recante la condanna del Comune al pagamento di euro 3.281.209,94 per i danni da occupazione abusiva, oltre agli ulteriori canoni maturati fino al rilascio. Il giudizio cautelare ha quindi riguardato, in particolare, la possibilità di adottare l'acquisizione sanante mentre non era ancora definitiva la statuizione giudiziale sulla restituzione dell'area e alla luce dei profili discrezionali propri dell'art. 42-bis.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Ha rilevato che la pronuncia di primo grado sulla restituzione dell'area non poteva considerarsi passata in giudicato, poiché la sentenza d'appello era ancora oggetto di ricorso per cassazione. Ha inoltre osservato che i profili di discrezionalità caratterizzanti il provvedimento di acquisizione sanante richiedevano una disamina più approfondita, da svolgere nella fase di merito, senza ravvisare in sede cautelare ragioni sufficienti per sospendere l'efficacia dell'atto. In ragione della complessità della vicenda, ha compensato tra le parti le spese della fase cautelare.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
La disposizione costituisce la base del potere comunale di acquisire al patrimonio pubblico beni utilizzati per scopi di interesse pubblico, con la valutazione dei relativi presupposti e profili discrezionali; tali profili richiedono, nel caso concreto, un approfondimento nel giudizio di merito.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale richiesta dalla ricorrente; l'istanza è stata respinta.
Massime di principio
- La pendenza del ricorso per cassazione contro la pronuncia d'appello che ha confermato l'obbligo di restituzione di un'area impedisce di considerare tale statuizione come passata in giudicato ai fini della valutazione cautelare di un successivo provvedimento di acquisizione sanante.
- I profili di discrezionalità propri del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 possono richiedere una più approfondita valutazione nella fase di merito e, da soli, non impongono la sospensione cautelare dell'atto.
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