Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40522/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 14/03/2024 che ha confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione emesso il 20/02/2024. Il ricorrente deduceva: omissione di valutazione circa il residuo materiale rinvenuto nella cassetta di sicurezza (oggetti preziosi, monete, orologi) e delle ulteriori somme rinvenute presso l'abitazione (circa €56.000); contestava che tali beni non siano profitto, prodotto o prezzo dei reati contestati e che parte del denaro fosse in suo possesso anteriormente ai fatti; censurava la mancata valutazione della sproporzione in relazione ai valori economici e alla qualifica di imprenditore (richiamando fatture 2023) e la ragionevolezza temporale del sequestro; lamentava parzialità del provvedimento e motivazione illogica/contraddittoria ai sensi dell'art. 240-bis c.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti non fossero consentiti o fossero manifestamente infondati: il controllo di legittimità della Cassazione sulle ordinanze del riesame in materia di misure reali è limitato alla verifica di violazione di legge o di assoluta mancanza di motivazione/ motivazione meramente apparente; il secondo motivo (vizio della motivazione) non era consentito nella sede di legittimità; il primo motivo, pur evocando violazione di legge, si limitava a una rivalutazione dei fatti già esaminati dal Tribunale e non indicava profili specifici di illegittimità. Il Tribunale di Monza aveva ampiamente motivato, valutando elementi patrimoniali e indizi (anche riferibili alla simulazione di cecità e alla richiesta di prestazioni assistenziali) e aveva correttamente applicato i principi giurisprudenziali relativi alla nozione di "sproporzione". Condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    Norma penale contestata (truffa); citata come reato fra quelli che giustificano le investigazioni e il sequestro

  • art. 640-bis c.p.

    Aggravante o fattispecie collegata alla truffa, indicata fra le imputazioni che hanno portato alle indagini patrimoniali

  • art. 648-ter.1 c.p.

    Norma relativa alla ricettazione/reati patrimoniali, citata tra le imputazioni che giustificano il sequestro

  • art. 240-bis c.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale non fosse assente o meramente apparente ai sensi della giurisprudenza di legittimità

  • art. 325, comma 1 c.p.p.

    Stabilisce il limite del sindacato della Cassazione sulle ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali: controllo circoscritto alla violazione di legge, ossia alla mancanza assoluta di motivazione o a motivazione meramente apparente

  • Corte costituzionale, sent. n. 33 del 2018

    Richiamata per chiarire la nozione di sproporzione: la sproporzione è indizio dell'origine illecita dei beni, non ragione autonoma di confisca

  • Corte costituzionale, sent. n. 24 del 2019

    Ulteriore richiamo giurisprudenziale sul rapporto fra sproporzione e accertamento dell'origine illecita dei beni

  • Sez. U, n. 920 del 17/12/2003 (Montella)

    Principio sul significato di sproporzione: va valutata rispetto ai singoli acquisti e al quadro temporale degli stessi, non come semplice discrepanza tra redditi e patrimonio complessivo

  • Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004 (Bevilacqua) e altre pronunce di legittimità

    Giurisprudenza citata per definire i limiti del sindacato della Cassazione sulle motivazioni delle ordinanze del riesame

Massime di principio

  • In Cassazione il sindacato sulle ordinanze del riesame in materia di misure reali è prevalentemente di diritto: non è ammessa una rinnovata valutazione dei fatti o della motivazione se questa non è totalmente assente o meramente apparente
  • Le censure che si limitano a proporre una diversa lettura degli stessi elementi di fatto valutati dal giudice del riesame sono, di regola, inammissibili in sede di legittimità; occorre indicare profili specifici di violazione di legge
  • La "sproporzione" è un indizio dell'illecita origine dei beni: va valutata con riferimento al momento di acquisizione dei singoli beni e secondo criteri di comune esperienza, non come mera discrepanza globale tra reddito e patrimonio
  • Per contestare un sequestro per sproporzione in modo efficace è necessario produrre documentazione concreta e temporale (es. fatture, conti, movimenti, attestazioni contabili) che colleghi il possesso dei beni a fonti lecite e al momento dell'acquisto
  • Le eccezioni di parzialità del provvedimento (es. mancata menzione di alcuni beni) devono essere formulate con motivi specifici e supportate da elementi probatori; una generica affermazione di incompletezza è insufficiente
  • Quando vi siano condotte indiziarie gravi (es. simulazione di invalidità, richieste di benefici sociali incoerenti con il patrimonio) il giudice può ritenere verosimile l'origine illecita e giustificare il sequestro, anche in fase precedente a condanna definitiva

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.