Cassazione Penale, Sentenza n. 49764/2023 del 14/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che dichiarava inammissibile l'opposizione avverso il rigetto, da parte del Pubblico Ministero, della richiesta di restituzione della somma sequestrata. Sosteneva che l'inammissibilità fosse errata perché l'opposizione contestava la carenza di motivazione del decreto del P.M. in ordine ai presupposti applicativi e alla provenienza illecita dei beni, cioè l'insussistenza delle esigenze probatorie che avrebbero giustificato il mantenimento del vincolo.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che l'opposizione prevista dall'art. 263, comma 5, c.p.p. possa riguardare soltanto ragioni attinenti alla necessità o opportunità del mantenimento del vincolo (fini di prova) e non la legittimità originaria del provvedimento genetico, la cui valutazione circa il fumus del reato è riservata al tribunale del riesame. Il ricorrente non ha indicato specifiche circostanze che dimostrassero l'assenza della necessità del vincolo; il motivo è pertanto generico e infondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro tremila in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 263, comma 5, cod. proc. pen.
L'opposizione avverso il rigetto della restituzione può basarsi solo su ragioni attinenti alla necessità o opportunità del mantenimento del vincolo a fini di prova e non su questioni relative alla legittimità originaria del provvedimento (esame del fumus del reato).
art. 616 cod. proc. pen.
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e l'irrogazione di una sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende) per impugnazioni ritenute infondate o dolose, valutando i profili di colpa.
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 14039 del 12/02/2020 (Lamaj)
Precedente che conferma la limitazione dei motivi di opposizione ex art. 263, comma 5, c.p.p. alle sole ragioni concernenti la necessità/opportunità del mantenimento del vincolo.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 45343 del 16/07/2013 (Moruzzi)
Conferma la distinta competenza del tribunale del riesame per la valutazione del fumus del reato e la diversa funzione dell'opposizione ex art. 263, comma 5.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 17809 del 26/01/2011 (Famà)
Ulteriore pronuncia che assesta il principio sulla limitazione dei motivi di opposizione alla sfera delle esigenze probatorie e della conservazione del vincolo.
Corte costituzionale, 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in relazione alla possibilità di liquidare la sanzione pecuniaria valutando i profili di colpa dell'impugnazione.
Massime di principio
- L'opposizione avverso il rigetto della richiesta di restituzione ex art. 263, comma 5, c.p.p. deve focalizzarsi su fatti e circostanze che dimostrino che non sussistono più esigenze probatorie o che il mantenimento del vincolo non è più necessario o opportuno.
- La legittimità originaria del decreto del P.M. (in particolare la valutazione del fumus del reato o della provenienza illecita) non è sindacabile in sede di opposizione ex art. 263, comma 5; tali censure spettano al tribunale del riesame o ad altri rimedi specifici.
- Chi impugna senza indicare elementi concreti che incidano sulla necessità del sequestro rischia l'inammissibilità della domanda e l'addebito delle spese processuali, oltre a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
- Prima di proporre opposizione, è utile raccogliere e documentare circostanze nuove o dimostrare l'assenza di presupposti oggettivi per il mantenimento del vincolo (es. prova della lecita provenienza del bene, esigenze probatorie venute meno, mutamento delle condizioni processuali).
- Per contestare il 'fumus' del reato o la legittimità del provvedimento genetico conviene procedere tramite gli strumenti competenti (ad es. ricorso al tribunale del riesame) e non tramite l'opposizione prevista dall'art. 263, comma 5.
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