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Sentenza

Sentenza n. 1510/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 12106/2024, resa tra le parti, ad oggetto verbale di asserito accertamento di mancata ottemperanza a ordine di demolizione.

Giustizia amministrativa202501153

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva dichiarato inammissibile, per difetto di interesse, il ricorso contro il verbale di accertamento della mancata ottemperanza a un ordine di sgombero e demolizione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha appellato la sentenza del TAR Lazio n. 12106/2024, riproponendo i motivi dedotti in primo grado e chiedendo l’annullamento del verbale comunale dell’8 agosto 2015, con cui era stato accertato, sulla base delle operazioni della Polizia Municipale, il mancato adempimento all’ingiunzione di sgombero e demolizione relativa a opere eseguite senza permesso di costruire. Dalla decisione emerge che la contestazione riguardava l’impugnabilità immediata del verbale e la sussistenza dell’interesse a ricorrere avverso tale atto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello, ritenendo corretta la declaratoria di inammissibilità pronunciata dal TAR per difetto di interesse. Il verbale di accertamento della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione è un atto endoprocedimentale, strumentale alle successive determinazioni comunali, e ha efficacia meramente dichiarativa delle operazioni compiute dalla Polizia Municipale, che non è competente ad adottare atti di amministrazione attiva. La lesività non è quindi attuale nel verbale, ma si manifesta soltanto con il successivo formale atto di accertamento adottato dall’autorità amministrativa competente ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380/2001, mediante il quale gli esiti dei sopralluoghi sono recepiti e si forma il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale. Nulla è stato disposto sulle spese, in ragione della mancata costituzione degli appellati.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380/2001

    Il formale atto di accertamento dell’inottemperanza adottato dall’autorità amministrativa competente costituisce il titolo ricognitivo idoneo all’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale ed è l’atto dotato di portata lesiva attuale.

  • art. 74 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, in ragione della manifesta infondatezza dell’appello.

Massime di principio

  • Il verbale della Polizia Municipale che accerta operativamente la mancata ottemperanza a un’ordinanza di demolizione è un atto endoprocedimentale e meramente dichiarativo, privo di autonoma portata lesiva immediata.
  • L’interesse a ricorrere contro l’accertamento dell’inottemperanza a un ordine di demolizione diviene attuale soltanto con l’adozione del formale atto dell’autorità amministrativa competente che recepisce gli esiti del sopralluogo e costituisce il titolo ricognitivo per l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale.
  • La Polizia Municipale, quando non abbia competenza all’adozione di atti di amministrazione attiva, può documentare le operazioni effettuate, ma il relativo verbale non sostituisce il formale provvedimento di accertamento dell’inottemperanza adottato dall’autorità competente.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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