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Ordinanza

Ordinanza n. 196/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600363

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio e diniego della conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Parma di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio, nonché il provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Parma di rigetto dell'istanza di conversione del titolo di soggiorno in permesso per lavoro subordinato, chiedendo in via cautelare la sospensione degli effetti degli atti. Il testo non specifica analiticamente i singoli vizi dedotti, ma riferisce che il ricorrente aveva contestato i provvedimenti, inclusi i preavvisi di rigetto. La questione cautelare ha riguardato, in particolare, la sussistenza dei presupposti per il rinnovo del permesso di soggiorno per studio e l'idoneità del titolo alla conversione.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni iuris. In sede di sommaria delibazione, ha ritenuto che il diniego questorile di rinnovo del permesso per motivi di studio non apparisse prima facie affetto dai vizi dedotti, considerato l'art. 46, comma 4, del d.P.R. n. 394/1999, secondo cui il rinnovo richiede il superamento di una verifica di profitto nel primo anno di corso e di almeno due verifiche negli anni successivi. Il Collegio ha inoltre ritenuto insussistente il fumus anche rispetto al diniego prefettizio di conversione, in ragione della mancanza di un titolo idoneo alla conversione. Il periculum non è stato esaminato autonomamente, risultando sufficiente l'assenza del fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare richiesta in via incidentale; il TAR ha rigettato la domanda per insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 46, comma 4, d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394

    I visti e i permessi di soggiorno per motivi di studio sono rinnovati agli studenti che nel primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche

    Il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio è subordinato al conseguimento dei risultati accademici minimi indicati dalla disposizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio non presenta un fumus boni iuris quando risulta fondato sul mancato conseguimento delle verifiche di profitto minime previste dall'art. 46, comma 4, del d.P.R. n. 394/1999.
  • La conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro subordinato presuppone la disponibilità di un titolo di soggiorno idoneo alla conversione; in mancanza di tale presupposto, non sussiste il fumus boni iuris della domanda cautelare.
  • L'assenza del fumus boni iuris è sufficiente a giustificare il rigetto della domanda cautelare, senza necessità di un'autonoma valutazione favorevole del periculum in mora.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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