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Sentenza

Sentenza n. 14069/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento del provvedimento di diniego del visto d’ingresso in Italia per tirocinio professionale - previa istanza del 25/5/2024 - notificato il 13/6/2024 nonché di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202410482

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per tirocinio professionale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto, deducendo eccesso di potere, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. L’amministrazione aveva ritenuto carente la documentazione relativa alla formazione del richiedente, non ravvisando coerenza tra il tirocinio progettato e i precedenti studi o lavori, e aveva rilevato l’assenza di una certificazione formale della conoscenza della lingua italiana. Il ricorrente ha sostenuto che il progetto formativo approvato dalla Regione Emilia-Romagna prevedeva il raggiungimento della conoscenza linguistica durante il tirocinio, a un livello A1 ove non già posseduta, e che il provvedimento non spiegava concretamente per quali ragioni mancasse la coerenza tra il percorso formativo precedente e il tirocinio. Ha inoltre prodotto il progetto formativo individuale, la convenzione di tirocinio, la documentazione relativa alla propria formazione professionale e scolastica, nonché gli ulteriori documenti richiesti per il rilascio del visto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha ritenuto che la documentazione prodotta smentisse il presupposto dell’amministrazione secondo cui non sarebbe stato individuabile un percorso di formazione professionale già svolto dal richiedente e da completare in Italia. In particolare, il progetto formativo individuale e i relativi obiettivi, previamente approvati dalla Regione Emilia-Romagna, configuravano il tirocinio come logico e necessario completamento di un percorso professionale già iniziato nel Paese d’origine. La sede diplomatica non poteva discostarsi da tale valutazione senza adeguata istruttoria e motivazione, incorrendo in eccesso di potere. Sono stati assorbiti i motivi residui. In sede di riedizione del potere, la Rappresentanza diplomatica non potrà reiterare il diniego sulla base delle medesime risultanze istruttorie. Il MAECI è stato condannato al pagamento di 1.500 euro di spese processuali, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento di rilascio del visto d’ingresso per tirocinio professionale, il diniego deve poggiare su un’istruttoria concreta e su una motivazione specifica circa l’eventuale mancanza di coerenza tra il percorso formativo precedente del richiedente e il progetto di tirocinio.
  • Quando il progetto formativo individuale e i relativi obiettivi sono stati approvati dall’autorità regionale competente e documentano il completamento in Italia di un percorso professionale già avviato all’estero, la sede diplomatica non può disconoscerne apoditticamente la coerenza senza adeguati elementi istruttori e motivazionali.
  • L’amministrazione non può fondare il diniego del visto sulla mera enunciazione del requisito mancante, senza indicare le circostanze di fatto e di diritto che dimostrerebbero l’assenza di coerenza formativa o l’insufficienza della documentazione linguistica.
  • A seguito dell’annullamento del diniego, in sede di riedizione del potere l’amministrazione non può reiterare il rifiuto sulla base delle medesime risultanze istruttorie già ritenute inidonee dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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