Ordinanza n. 4358/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, DM del Ministero dell’Interno – RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-/R)/-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno recante il rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. L'ordinanza esamina esclusivamente la domanda cautelare. Il ricorrente non ha indicato, neppure indirettamente, quale concreto pregiudizio grave e irreparabile sarebbe derivato dall'esecuzione del diniego.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., rilevando anzitutto l'assenza di allegazione del periculum in mora. Ha inoltre escluso la ravvisabilità, nel caso concreto, di un pregiudizio grave e irreparabile, poiché il diniego di cittadinanza non impedisce al ricorrente di permanere sul territorio nazionale né di godere delle libertà e dei diritti fondamentali, dei diritti civili e della piena parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione, incluse prestazioni amministrative e servizi pubblici. Il giudice ha valorizzato il possesso della Carta di soggiorno, ossia del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, e ha posto le spese al definitivo.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La tutela cautelare richiede la sussistenza dei relativi presupposti, tra cui l'allegazione e la dimostrazione di un concreto pregiudizio grave e irreparabile; in assenza di allegazione del periculum in mora, l'istanza deve essere respinta.
art. 9 d.lgs. 286/1998
Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo assicura allo straniero una posizione stabile, comprendente la permanenza sul territorio e il godimento di libertà, diritti civili, prestazioni amministrative e servizi pubblici in condizioni di parità, sicché il diniego della cittadinanza non determina automaticamente un pregiudizio grave e irreparabile.
Massime di principio
- La domanda cautelare di sospensione proposta nel giudizio di annullamento deve indicare, anche indirettamente, il pregiudizio grave e irreparabile che l'esecuzione dell'atto arrecherebbe; la mera richiesta di sospensione, priva di una specifica allegazione del periculum in mora, non è sufficiente.
- Il diniego di concessione della cittadinanza italiana non integra, di per sé, un pregiudizio grave e irreparabile quando il richiedente sia titolare di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, poiché tale titolo consente la permanenza sul territorio e il godimento dei principali diritti civili, delle libertà fondamentali e delle prestazioni amministrative e dei servizi pubblici in condizioni di parità.
Come è indicizzato
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