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Sentenza

Sentenza n. 3388/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'accertamento - dell'inottemperanza alla sentenza n. 857/2025 TAR Campania-Napoli (R.G. 4870/2024) e alla sentenza n. 6576/2025 TAR Campania-Napoli (R.G. 2314/2025) da parte del Comune di Marigliano, entrambe cosa giudicata, per essere il provvedimento del Comune di Marigliano-UTC Settore III-Ufficio Urbanistica prot. n. 0003271 del 26/01/2026 anch'esso inefficace in quanto violativo e/o elusivo ed inadempiente di predette sentenze, con conseguente dichiarazione di nullità dello stesso; -per la nomina e/o insediamento, pertanto, del commissario ad acta; -per la fissazione, vista la reiterata volontà del Comune di eludere dette sentenze, della somma di denaro dovuta ex art. 114 comma 4 lettera e); -per l'annullamento, in ogni caso, di suddetto provvedimento del Comune di Marigliano-UTC Settore III-Ufficio Urbanistica prot. n. 0003271 del 26/01/2026 perché, oltre ad essere connotato da un manifesto sviamento di potere in quanto violativo e/o elusivo ed inadempiente di predette sentenze, è illegittimo e viziato da eccesso di potere per difetto di istruttoria e per insufficiente motivazione e da illegittimità derivata laddove conferma l'ordinanza n. 24 del 03/03/2016 dello stesso Ente viziata da eccesso di potere per difetto di motivazione, per erroneità nei presupposti di fatto e di diritto, per difetto di istruttoria, violazione delle norme del codice civile in materia di servitù, violazione del principio di legalità e del principio di tipicità dell'azione amministrativa.

Giustizia amministrativa202601844

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: provvedimento comunale di diniego delle istanze di revoca e conferma della validità dell'ordinanza di acquisizione dell'opera abusiva e dell'area di sedime

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno contestato il provvedimento comunale del 26 gennaio 2026 sia mediante azione di ottemperanza sia, in via subordinata, mediante domanda di annullamento. Hanno dedotto la violazione e l'elusione delle precedenti sentenze del TAR Campania n. 857/2025 e n. 6576/2025, sostenendo che il Comune non avrebbe valutato la situazione conseguente alla demolizione tardiva del manufatto abusivo né la persistenza dell'interesse pubblico al mantenimento dell'acquisizione dell'area e della relativa servitù di passaggio. Hanno inoltre lamentato la mancata distinzione tra revoca e annullamento d'ufficio, il difetto di istruttoria, l'insufficienza della motivazione, lo sviamento di potere e l'illegittimità derivata dell'ordinanza acquisitiva n. 24 del 3 marzo 2016. In particolare, hanno sostenuto che l'ordinanza era stata notificata dopo la revoca dell'ordine di demolizione disposta in sede penale e dopo che il manufatto era già stato demolito, sicché l'acquisizione non sarebbe stata più conforme all'interesse pubblico. Il Comune ha chiesto il rigetto, sostenendo l'automaticità dell'acquisizione prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 in caso di mancata ottemperanza all'ordine di demolizione entro il termine di legge.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso sia quanto alla dedotta violazione o elusione del giudicato sia quanto ai vizi di legittimità dedotti in via subordinata. Le precedenti sentenze avevano imposto al Comune di pronunciarsi espressamente sull'istanza di revoca dell'acquisizione, considerando le circostanze rappresentate dai privati; il nuovo provvedimento ha adempiuto tale obbligo, esaminando tali circostanze e motivando il diniego. Secondo il Collegio, l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime costituisce una sanzione autonoma, collegata alla mancata demolizione entro il termine assegnato, e si produce automaticamente per effetto della legge. L'accertamento dell'inottemperanza ha funzione dichiarativa e certificativa dell'avvenuto trasferimento della proprietà. La demolizione tardiva eseguita dal responsabile dell'abuso non determina quindi la restituzione dell'area già acquisita al patrimonio comunale e non attribuisce all'amministrazione un potere discrezionale di far venir meno l'effetto acquisitivo. Non è stato ravvisato, pertanto, alcun contenuto elusivo del giudicato, né difetto di istruttoria, insufficienza motivazionale o sviamento. Le spese sono state compensate in considerazione della complessiva vicenda e della rimozione, seppure tardiva, dell'abuso.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'acquisizione di cui all'art. 31 del DPR 380/2001 costituisce la reazione dell'ordinamento al duplice illecito posto in essere da chi esegue un'opera in totale difformità o in assenza del titolo edilizio e poi non adempie l'obbligo di demolire entro il termine fissato; l'effetto acquisitivo opera di diritto e automaticamente allo scadere del termine assegnato.

    L'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime è una sanzione autonoma rispetto all'abuso edilizio, si produce ipso iure per la mancata ottemperanza all'ordine di demolizione e non viene meno per effetto di una demolizione tardiva. Il provvedimento di acquisizione ha natura meramente dichiarativa e certificativa dell'avvenuto trasferimento.

  • art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

    La domanda di fissazione di una somma di denaro per l'inosservanza del giudicato non è stata accolta, poiché il TAR ha escluso l'inottemperanza o l'elusione delle precedenti sentenze.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 costituisce una sanzione autonoma rispetto all'abuso edilizio e si produce automaticamente per effetto della mancata demolizione entro il termine assegnato dall'ordine di demolizione.
  • L'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e il successivo provvedimento acquisitivo hanno natura dichiarativa e certificativa dell'effetto traslativo già verificatosi per legge; il provvedimento non costituisce il presupposto costitutivo dell'acquisizione.
  • La demolizione dell'opera abusiva eseguita tardivamente, dopo il perfezionamento dell'acquisizione, non determina la restituzione dell'opera o dell'area già trasferita al patrimonio comunale e non fa venir meno l'effetto acquisitivo.
  • Quando una sentenza impone all'amministrazione di pronunciarsi su un'istanza, il giudicato è correttamente eseguito se l'amministrazione esamina le circostanze indicate dal giudice e adotta una decisione espressa, anche sfavorevole all'interessato; non vi è elusione del giudicato per il solo fatto che l'esito della nuova valutazione sia negativo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del poterePrincipio di legalità e tipicità

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