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Sentenza

Sentenza n. 300/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento - dell'ordinanza di demolizione e sgombero opere abusive prot. n. 135596 del 30.06.2022, adottata dal Settore Urbanistica del Comune di Reggio Calabria - dell'ordinanza di demolizione e sgombero opere abusive prot. n. 135626 del 30.06.2022, adottata dal Settore Urbanistica del Comune di Reggio Calabria - di ogni altro atto o provvedimento, anche non conosciuto, presupposto, conseguente e/o connesso ai provvedimenti qui impugnati.

Giustizia amministrativa202200535

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanze comunali di demolizione e sgombero di opere abusive, nella parte in cui ingiungono alla Città Metropolitana di provvedere alla demolizione quale intestataria catastale della particella

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ente pubblico proprietario catastale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La Città Metropolitana ha impugnato due ordinanze comunali che le ingiungevano la demolizione e lo sgombero di manufatti abusivi ricadenti, almeno in parte, su una particella catastalmente intestata alla Provincia di Reggio Calabria, ora Città Metropolitana, interessata da procedure espropriative per la realizzazione di una strada di circonvallazione, consegnata ad ANAS. Con il primo motivo ha dedotto la carenza dei presupposti di fatto e di diritto, nonché illogicità e contraddittorietà, sostenendo di non essere proprietaria sostanziale o comunque titolare dell'area, ritenuta di pertinenza di ANAS. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 35 d.P.R. 380/2001, sostenendo che l'ordine avrebbe dovuto essere rivolto esclusivamente al responsabile dell'abuso e che la demolizione avrebbe dovuto essere eseguita dal Comune a spese di quest'ultimo. ANAS ha inoltre rilevato la mancata notifica delle ordinanze nei propri confronti e l'illegittimità degli atti. Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso sulla violazione dell'art. 35, assorbendo le ulteriori censure e ritenendo superfluo esaminare l'eccezione di tardività della memoria comunale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha annullato le ordinanze nella parte in cui ingiungevano alla Città Metropolitana la demolizione delle opere abusive. L'art. 35 d.P.R. 380/2001 disciplina specificamente gli interventi abusivi realizzati da soggetti diversi dal proprietario su suoli demaniali o appartenenti al patrimonio dello Stato o di enti pubblici. In tale ipotesi il Comune deve, previa diffida non rinnovabile, ordinare la demolizione al responsabile dell'abuso, informandone l'ente proprietario del suolo; la demolizione deve essere eseguita dal Comune a spese del responsabile. Diversamente dall'art. 31, che consente di rivolgere l'ordine anche al proprietario non responsabile, l'art. 35 individua quale unico legittimato passivo il responsabile dell'abuso. Poiché le ordinanze non qualificavano la Città Metropolitana come responsabile dell'abuso, ma la individuavano in ragione della proprietà catastale, e non risultava che le opere fossero state realizzate o assentite dall'amministrazione provinciale, l'ingiunzione nei suoi confronti è stata ritenuta illegittima. Le spese di giudizio sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Qualora sia accertata la realizzazione, da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 28, di interventi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, previa diffida non rinnovabile, ordina al responsabile dell'abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi, dandone comunicazione all'ente proprietario del suolo. La demolizione è eseguita a cura del comune ed a spese del responsabile dell’abuso.

    Per gli abusi realizzati su suoli pubblici, l'unico legittimato passivo dell'ordine di demolizione è il responsabile dell'abuso. L'ente pubblico proprietario del suolo deve essere informato, ma non può essere destinatario dell'ordine in quanto proprietario non responsabile; la demolizione è eseguita dal Comune a spese del responsabile.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disciplina ordinaria consente di ingiungere la demolizione anche al proprietario dell'immobile non responsabile dell'abuso, a differenza della speciale disciplina dell'art. 35 per gli abusi su suoli pubblici.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    L'eccezione di tardività della memoria e della documentazione comunale non è stata esaminata, perché il ricorso è stato accolto nel merito.

Massime di principio

  • Per gli interventi edilizi abusivi realizzati da soggetti diversi dal proprietario su suoli demaniali o appartenenti al patrimonio dello Stato o di enti pubblici, l'art. 35 d.P.R. 380/2001 individua nel solo responsabile dell'abuso il destinatario dell'ordine di demolizione e ripristino.
  • In applicazione dell'art. 35 d.P.R. 380/2001, l'ente pubblico proprietario del suolo deve essere informato dell'abuso, ma non può essere destinatario dell'ordine di demolizione per il solo fatto della proprietà, anche catastale, dell'area.
  • Per gli abusi edilizi su suoli pubblici, la demolizione è eseguita d'ufficio dal Comune, con spese a carico del responsabile dell'abuso; non incombe sull'ente pubblico proprietario l'obbligo di provvedere direttamente alla demolizione.
  • La disciplina speciale dell'art. 35 d.P.R. 380/2001 si differenzia da quella ordinaria dell'art. 31: quest'ultima consente di rivolgere l'ingiunzione anche al proprietario non responsabile, mentre la prima limita la legittimazione passiva al responsabile dell'abuso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiPrincipio di legalità e tipicità

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