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Sentenza

Sentenza n. 919/2026 - Napoli, Sezione 6

Avverso il silenzio serbato sulla istanza del ricorrente del 28.10.2024 prot. 13328 del 27.11.2024.

Giustizia amministrativa202505905

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza-diffida volta a sollecitare l'esercizio dei poteri repressivi e sanzionatori in materia edilizia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio del Comune di Barano d'Ischia sull'istanza-diffida presentata il 27 novembre 2024, con la quale aveva chiesto l'esercizio dei poteri repressivi e sanzionatori conseguenti a precedenti ingiunzioni di demolizione adottate nei confronti del proprietario di immobili vicini. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo del Comune di provvedere e la nomina preventiva di un commissario ad acta. Il Comune ha eccepito il difetto di legittimazione e di interesse, sostenendo che una delle particelle interessate non fosse confinante né adiacente a quella del ricorrente e che, per l'altra, non fosse stato dimostrato uno specifico interesse a ricorrere. Ha inoltre dedotto l'insussistenza dell'obbligo comunale di provvedere, ritenendo che il decorso del termine di 180 giorni previsto dall'art. 41 d.P.R. 380/2001 avesse trasferito al Prefetto la competenza sulle procedure di demolizione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha riconosciuto la legittimazione e l'interesse del ricorrente in ragione della vicinanza del suo fondo al compendio immobiliare interessato dagli abusi e del possibile pregiudizio alla sua posizione, riferito alla perdita di amenità e pregio della zona, sottoposta a particolare tutela paesaggistica, nonché alla violazione della fascia di rispetto stradale. Ha respinto l'eccezione fondata sul decorso del termine di 180 giorni dell'art. 41 d.P.R. 380/2001, ritenendo che l'intervento prefettizio abbia natura propulsivo-suppletiva e non determini la consumazione del potere comunale: fino all'effettivo intervento sostitutivo del Prefetto, il Comune conserva il potere di esercitare le proprie competenze. Ha accertato la violazione dell'obbligo di provvedere, poiché il Comune non aveva adottato una decisione espressa sull'istanza. Il Comune è stato quindi ordinato di provvedere entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il dirigente della Direzione Pianificazione territoriale metropolitana della Città Metropolitana di Napoli, con facoltà di delega. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il giudice può accertare l'obbligo dell'amministrazione di provvedere.

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all'amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro il termine previsto.

  • art. 41 d.P.R. 380/2001

    Il decorso di 180 giorni dall'accertamento dell'abuso attribuisce al Prefetto compiti sostitutivi nella cura delle procedure di demolizione, senza consumare il potere dell'autorità comunale ordinariamente competente finché il Prefetto non intervenga effettivamente.

  • art. 10-bis d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito dalla l. 11 settembre 2020, n. 120

    Ha sostituito l'art. 41 d.P.R. 380/2001 nella disciplina del trasferimento al Prefetto dei compiti relativi alle procedure di demolizione.

  • art. 118, commi 1 e 2, Cost.

    Impone una lettura della disciplina dell'intervento prefettizio conforme al principio di sussidiarietà verticale, evitando di sottrarre al Comune il potere di intervenire direttamente senza ragioni che impongano l'allocazione della funzione presso un organo statale.

  • art. 97 Cost.

    Richiede che l'amministrazione concluda tempestivamente il procedimento mediante una formale manifestazione di volontà.

  • art. 22 d.lgs. 196/2003

    Richiamato nel dispositivo per giustificare l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati nel dispositivo a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il proprietario di un fondo posto nelle immediate vicinanze di un intervento edilizio che assume illegittimo è legittimato a chiedere l'esercizio dei poteri repressivi dell'abuso e può impugnare il silenzio dell'amministrazione quando deduca uno specifico pregiudizio, anche in termini di perdita di amenità e pregio dell'area o di violazione delle distanze e fasce di rispetto.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, l'interesse del privato consiste, di regola, nell'ottenere una formale manifestazione di volontà dell'amministrazione, quale che sia il contenuto, salvo i casi in cui non residuino margini di discrezionalità e non siano necessari ulteriori accertamenti istruttori.
  • Il decorso del termine di 180 giorni previsto dall'art. 41 d.P.R. 380/2001 attribuisce al Prefetto una funzione sostitutiva di carattere propulsivo e suppletivo, ma non consuma né esclude il potere del Comune ordinariamente competente finché il Prefetto non abbia effettivamente esercitato l'intervento sostitutivo.
  • La mancata adozione di un provvedimento espresso sull'istanza volta a sollecitare l'esercizio dei poteri repressivi in materia edilizia integra violazione dell'obbligo di provvedere previsto dall'art. 2 l. 241/1990 e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione di concludere il procedimento entro un termine, anche mediante la nomina preventiva di un commissario ad acta.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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