Cassazione Penale, Sentenza n. 9533/2022 del 21/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Piras era stato condannato in primo e secondo grado per il reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) per aver sostituito il microchip del cane Yago, sottratto al Milia, con quello di un suo cane (Hotel) al fine di occultarne la provenienza illecita. Ha proposto ricorso per cassazione deducendo: nullità per mancata comunicazione del rinvio (art. 97 co.4 c.p.p.); vizio di motivazione e insufficienza probatoria circa l'identificazione del cane (art. 606 lett. e) c.p.p.); contestazione della configurabilità del reato in assenza di reato presupposto o perché l'animale sarebbe divenuto di proprietà dell'imputato per effetto dell'art. 925 c.c. (acquisto per possesso), ossia che il cane fosse una res nullius.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Sul profilo procedurale ha ritenuto infondato il motivo relativo all'art. 97 co.4 c.p.p., perché in udienza era stato designato un difensore sostituto che aveva preso conoscenza della nuova data e quindi nessuna comunicazione era dovuta al difensore originario. Sul merito ha ritenuto non viziata la motivazione dei giudici di merito: numerosi elementi indiziari (comportamento del cane che riconosceva i proprietari, risposta al richiamo col nome, atteggiamenti sospetti dell'imputato, sparizione e ricomparsa del microchip, esame del DNA comparato con i genitori del cane) erano stati valutati unitariamente e risultavano idonei a dimostrare la sostituzione del microchip e la volontà di ostacolare l'identificazione. Ha inoltre precisato che l'art. 648-bis configura un reato a forma libera e comprende "da ogni altra operazione diretta ad ostacolare l'identificazione"; infine ha escluso l'applicabilità dell'art. 925 c.c. (acquisto per occupazione di animali mansuefatti) al caso concreto, sia perché i cani domestici sono esclusi dalla fattispecie degli animali mansuefatti, sia perché il proprietario aveva attivamente reclamato l'animale e subito compiuto ricerche; i ricorsi sono stati rigettati e il ricorrente condannato alle spese.
Norme richiamate
art. 97 c.p.p. comma 4
Il diritto all'avviso della nuova udienza non opera quando nella ordinanza di rinvio è fissata la data e il difensore sostituto, previamente designato, prende contezza della nuova udienza; in tal caso nessuna comunicazione è dovuta al difensore originario.
art. 648-bis c.p.
da ogni altra operazione diretta ad ostacolare l'identificazione
Reato a forma libera: integra il riciclaggio non solo la trasformazione o la sostituzione del bene di origine illecita, ma ogni operazione diretta a ostacolare l'accertamento dell'origine delittuosa; la sostituzione del microchip per impedire l'identificazione rientra nella fattispecie.
art. 647 c.p.
Riferimento al possibile reato presupposto (appropriazione di cose smarrite/analoghe fattispecie): la Corte ha ritenuto che, anche ipotizzando un allontanamento spontaneo, poteva comunque ravvisarsi il furto o altra fattispecie idonea a costituire reato presupposto; la depenalizzazione sopravvenuta è ininfluente ai fini della valutazione compiuta dai giudici di merito.
art. 925 c.c.
l'animale diventi di appartenenza di chi se ne è impossessato se non reclamato entro venti giorni dal momento in cui il proprietario ha conoscenza del luogo in cui l'animale si trova
La norma riguarda gli animali mansuefatti con consuetudo revertendi; i cani domestici sono esclusi dall'acquisto della proprietà per occupazione. Inoltre non opera se il proprietario ha tempestivamente reclamato e compiuto ricerche o se vi sono condotte dolose di terzi che hanno ostacolato la restituzione.
art. 606 c.p.p.
Limiti della cognizione della Corte di Cassazione: non è consentito riesaminare in questa sede la valutazione di merito degli elementi probatori o proporre una ricostruzione alternativa dei fatti, se non è dedotto un vizio di diritto.
art. 23 co.8 D.L. n.137/2020
Riferimento procedurale alle conclusioni scritte depositate dal Sostituto Procuratore Generale; non incide sulle questioni sostanziali ma disciplina aspetti procedurali di rappresentanza e deduzione.
Massime di principio
- La sostituzione di un elemento identificativo di un bene (qui il microchip) finalizzata a ostacolare l'identificazione della sua provenienza illecita può integrare il reato di riciclaggio ex art. 648-bis anche se l'oggetto non è denaro.
- La Cassazione non riconsidera la valutazione concreta delle prove: contestare la logica della motivazione richiede mostrare vizi argomentativi e lacune gravi, non una semplice diversa lettura degli elementi probatori.
- La mancata comunicazione di un rinvio non è sempre causa di nullità: se nella ordinanza è fissata la nuova data e un difensore sostituto è stato designato e ha preso contezza della data, non è dovuta ulteriore comunicazione al difensore originario (art. 97 co.4 c.p.p.).
- L'art. 925 c.c. (acquisto di proprietà per possesso di animali mansuefatti) non si applica in modo automatico ai cani domestici e può essere escluso se il proprietario ha tempestivamente reclamato l'animale o se sono state poste in essere condotte dolose che hanno impedito la restituzione.
- Per costituire reato presupposto del riciclaggio è sufficiente che esista una condotta idonea a far ritenere l'illiceità della provenienza (es. furto); la sopravvenuta depenalizzazione di talune fattispecie non incide retroattivamente sulla valutazione compiuta nei gradi di merito.
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