Cassazione Penale, Sentenza n. 22616/2024 del 05/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto sulla competenza a decidere, in qualità di giudice dell'esecuzione, di un'istanza di applicazione della continuazione ex art. 671 c.p.p. Sollevato in ragione di contraddittorie risultanze sul provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo: il Tribunale di Taranto aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo ultima irrevocabile la sentenza di Corte d'appello del 10/10/2022 (irr. 25/11/2022), mentre la Corte d'appello, esaminando il certificato del casellario, riteneva che l'ultima irrevocabile fosse diversa, prospettando dunque la competenza del Tribunale. Il Procuratore generale ha prodotto requisitoria scritta chiedendo la competenza della Corte d'appello.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato ammissibile il conflitto e, analizzando le date delle sentenze irrevocabili rispetto alla data di presentazione dell'istanza (23/11/2023), ha ritenuto che l'ultima sentenza passata in giudicato in epoca anteriore all'istanza fosse la sentenza di condanna del Tribunale di Taranto del 17/05/2022 confermata dalla Corte d'appello il 10/10/2022 e divenuta irrevocabile il 25/11/2022. Poiché si tratta di sentenza di condanna confermata in secondo grado, ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p. deve assumere la veste di giudice dell'esecuzione il giudice di primo grado (Tribunale). Di conseguenza la Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Taranto e ha disposto la trasmissione degli atti a detto giudice.
Norme richiamate
art. 671 c.p.p.
Riferimento al tipo di istanza in discussione: l'istanza riguarda l'applicazione della continuazione; la norma individua la fattispecie processuale pendente dinanzi al giudice dell'esecuzione
art. 665, comma 4, c.p.p.
La Corte interpreta questa norma nel senso che, quando la sentenza di condanna è stata confermata in secondo grado, il giudice dell'esecuzione competente è il giudice di primo grado (Tribunale), perché la competenza trova determinazione nella natura e nell'ultimo grado di giudicato della sentenza
art. 23 d.l. n. 137/2020
Norma che ha consentito la requisitoria scritta del Procuratore generale; qui è richiamata per spiegare la forma della partecipazione del P.G. al procedimento
Massime di principio
- La competenza come giudice dell'esecuzione si determina in base all'ultima sentenza divenuta irrevocabile prima della presentazione dell'istanza che origina l'incidente: bisogna verificare con precisione le date di irrevocabilità
- Se la sentenza irrevocabile è una condanna confermata in secondo grado, l'art. 665, comma 4, c.p.p. assegna la funzione di giudice dell'esecuzione al giudice di primo grado (Tribunale), anche se l'ultimo provvedimento formale risulti emesso in sede di appello
- I conflitti negativi di competenza tra giudici dell'esecuzione sono ammissibili e sono la via corretta per risolvere provvedimenti declinatori di competenza adottati dal giudice dell'esecuzione (non impugnabili in altro modo)
- Occorre fare affidamento su documentazione ufficiale (certificato del casellario, date di irrevocabilità riportate sui provvedimenti) e ricostruire cronologie processuali precise per stabilire la competenza
- L'intervento del Procuratore generale con requisitoria scritta è rilevante ma non vincola la decisione sul conflitto: prevale la valutazione giuridica sulle date e sulla disciplina della competenza
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