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Ordinanza

Ordinanza n. 317/2026 - Salerno, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento prot. n.-OMISSIS-, notificato in data-OMISSIS-, con cui è stata rigettata l'istanza di subentro e annullato il nulla osta -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202600968

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di rigetto dell’istanza di subentro e di annullamento del nulla osta al lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio con cui è stata rigettata l’istanza di subentro di un nuovo datore di lavoro e, contestualmente, è stato annullato il nulla osta al lavoro subordinato precedentemente rilasciato in favore di altro datore. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia dell’atto. La fattispecie rientra in una serie di ricorsi proposti da cittadini stranieri per i quali il nulla osta era stato richiesto dalla medesima impresa e l’istanza di subentro era stata presentata dallo stesso nuovo soggetto, dopo la dichiarazione di indisponibilità all’assunzione da parte del datore originario. Il ricorrente mirava, quindi, a ottenere la conservazione degli effetti del nulla osta mediante sostituzione del datore di lavoro.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. Ha ritenuto applicabile la giurisprudenza consolidata secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato quando un rapporto di lavoro precedentemente instaurato si interrompa per causa non imputabile al lavoratore, ma non quando il rapporto non sia mai sorto. Il Collegio ha considerato decisivo che, nel caso concreto, nessun rapporto di lavoro fosse stato instaurato tra il ricorrente e il datore originario che aveva richiesto il nulla osta, indipendentemente dalla ragione della mancata instaurazione. Ne consegue che, allo stato, non è possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro nel nulla osta rilasciato in favore del precedente datore. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti cautelari previsti dal codice del processo amministrativo; il TAR ha escluso la sussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è stata applicata per disporre l’oscuramento delle generalità del ricorrente e degli altri dati idonei a identificarlo.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono state richiamate, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone l’interruzione di un rapporto di lavoro precedentemente e correttamente instaurato, cessato per una causa non imputabile al lavoratore; non è sufficiente che il rapporto non si sia mai costituito, anche se la mancata instaurazione è dipesa da circostanze estranee alla volontà dello straniero.
  • Quando il rapporto di lavoro con il datore che ha richiesto il nulla osta non è mai iniziato, non è possibile, allo stato, il subentro di un nuovo datore di lavoro nel nulla osta rilasciato in favore del datore originario, senza che rilevi la specifica ragione della mancata instaurazione del rapporto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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