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Sentenza

Sentenza n. 2300/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento dell’ordinanza n. 364 del 10.12.2025, con la quale la Commissione Straordinaria del Comune di Poggiomarino ha ordinato al Consorzio di Bonifica Integrale del Sarno, dei Torrenti Vesuviani e dell’Irno la rimozione, con la massima urgenza, di rifiuti speciali pericolosi depositati presso una strada sterrata, in territorio comunale, costeggiante il fiume Sarno, nonché lo smaltimento/recupero degli stessi nei modi di legge, comunicandone il compimento.

Giustizia amministrativa202601161

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza contingibile e urgente con cui il Comune ha imposto la rimozione e lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi depositati su area appartenente al demanio statale, prospiciente il fiume Sarno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (regione)

La controversia

La Regione Campania ha impugnato l’ordinanza comunale deducendo, in sintesi, la propria carenza di legittimazione passiva, l’insussistenza dei presupposti per l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente e l’omessa comunicazione di avvio del procedimento. L’ordinanza era stata adottata ai sensi degli artt. 192 d.lgs. 152/2006 e 54 d.lgs. 267/2000 e aveva imposto alla Regione e al Consorzio di Bonifica la rimozione urgente di vernici, solventi e relativi residui, depositati su una strada sterrata in area demaniale statale, sulla destra idraulica del fiume Sarno. Il Comune aveva individuato la legittimazione passiva regionale sulla base della gestione dell’area demaniale da parte dell’Ufficio del genio civile regionale. Il Consorzio ha eccepito la cessazione della materia del contendere, sostenendo che la stessa ordinanza era stata annullata in altro giudizio; il TAR ha escluso tale effetto nei confronti della Regione, poiché l’atto imponeva obblighi autonomi a più destinatari e la sentenza resa nel giudizio promosso dal Consorzio non produceva effetti verso il cointeressato non impugnante.

La decisione

Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l’annullamento pronunciato in favore del Consorzio non si estendesse automaticamente alla Regione, destinataria di autonomi obblighi e non parte di quel giudizio. Nel merito, ha accolto il ricorso. In primo luogo, ha ritenuto illegittimo il ricorso all’ordinanza contingibile e urgente ex art. 54 d.lgs. 267/2000: tale potere eccezionale presuppone una situazione eccezionale, imprevedibile e non fronteggiabile con strumenti ordinari, non potendo essere utilizzato per situazioni prevedibili o permanenti né per risolvere controversie istituzionali sull’esercizio delle competenze. Inoltre, la raccolta dei rifiuti giacenti su strade e aree pubbliche o soggette a uso pubblico rientra nelle competenze comunali sui rifiuti urbani, anche se di natura particolare, sicché il Comune non può trasferire unilateralmente tali funzioni mediante lo strumento extra ordinem. In secondo luogo, il TAR ha ritenuto illegittima anche l’applicazione dell’art. 192 d.lgs. 152/2006 nei confronti della Regione. La Regione non era responsabile dell’abbandono o dello sversamento, non era titolare del bene — la cui proprietà spettava all’Agenzia del demanio — e rivestiva soltanto il ruolo di gestore del demanio idrico. Gli artt. 86 e 89 d.lgs. 112/1998 attribuiscono alle Regioni funzioni di gestione amministrativa del demanio idrico, quali polizia idraulica, pronto intervento e concessioni, ma non la rimozione materiale dei rifiuti presenti su terreni demaniali statali. La pulizia dell’area attiene alla gestione materiale del bene e non alle funzioni amministrative delegate. Il provvedimento è stato quindi annullato integralmente. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 267/2000

    ordinanze contingibili e urgenti

    Il potere extra ordinem del sindaco è eccezionale e può essere esercitato solo in presenza di situazioni eccezionali, imprevedibili, urgenti e non fronteggiabili con gli strumenti ordinari; non può essere usato per trasferire competenze o risolvere controversie istituzionali.

  • art. 192 d.lgs. 152/2006

    L’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati.

    L’obbligo di rimozione, recupero o smaltimento e di ripristino dei luoghi grava sui responsabili dell’illecito e, in solido, sul proprietario o titolare di diritti reali sull’area solo quando la violazione sia loro imputabile a titolo di dolo o colpa, previo accertamento in contraddittorio.

  • art. 183, comma 1, lett. b-ter), e comma 4, d.lgs. 152/2006

    rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua

    La raccolta dei rifiuti giacenti sulle strade e sulle aree pubbliche o soggette a uso pubblico rientra nelle competenze comunali richiamate dal giudice.

  • art. 86 d.lgs. 112/1998

    la gestione del demanio idrico è affidata alle Regioni e agli enti locali competenti per territorio

    La disposizione trasferisce alle Regioni e agli enti locali funzioni di gestione del demanio idrico, senza attribuire loro la titolarità dei beni demaniali statali né, secondo il TAR, l’obbligo di rimozione materiale dei rifiuti abbandonati sui terreni demaniali.

  • art. 89 d.lgs. 112/1998

    Le funzioni regionali di gestione del demanio idrico comprendono, tra l’altro, polizia idraulica, pronto intervento e concessioni di pertinenze idrauliche e aree fluviali; tali competenze non comprendono la rimozione dei rifiuti rinvenuti sui terreni appartenenti al demanio statale.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere non è stata dichiarata perché l’annullamento dell’atto ottenuto da uno dei destinatari non si estendeva automaticamente alla Regione, destinataria di obblighi autonomi e non parte del distinto giudizio.

Massime di principio

  • Gli effetti soggettivi di una pronuncia demolitoria non si estendono ordinariamente ai cointeressati che non abbiano impugnato il medesimo provvedimento; l’estensione è configurabile solo in presenza di effetti o vizi inscindibili, tali da rendere logicamente inconcepibile la sopravvivenza dell’atto nei confronti dei destinatari non ricorrenti.
  • Il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti presuppone una situazione eccezionale, imprevedibile, urgente e non fronteggiabile con gli strumenti ordinari; esso non può essere utilizzato per affrontare situazioni prevedibili o permanenti, trasferire unilateralmente competenze amministrative o risolvere controversie istituzionali.
  • Le funzioni regionali di gestione del demanio idrico trasferite dagli artt. 86 e 89 d.lgs. 112/1998 non comprendono, in assenza di ulteriori specifiche attribuzioni, la rimozione materiale dei rifiuti abbandonati su terreni appartenenti al demanio statale.
  • Ai fini dell’art. 192 d.lgs. 152/2006, l’obbligo di rimozione dei rifiuti e di ripristino dei luoghi non può essere imposto al mero gestore amministrativo di un bene demaniale che non sia né responsabile dell’illecito né proprietario o titolare di un diritto reale sull’area, e al quale non sia imputabile la violazione a titolo di dolo o colpa.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiOrdinanze contingibili e urgentiRegioni e rapporti tra livelli di governoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePonderazione degli interessi e interesse pubblicoPrincipio di legalità e tipicitàEfficacia ed esecutorietà

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