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Sentenza

Sentenza n. 1889/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'ottemperanza ​del giudicato formatosi sulla sentenza n. 262/2024, pubblicata il 27 giugno 2024, emessa dal Tribunale di Grosseto, Sez. lavoro; ​

Giustizia amministrativa202501908

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, Sezione lavoro, n. 262/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e alla carta del docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza della sentenza n. 262/2024 del Tribunale di Grosseto, giudice del lavoro, che aveva accertato il suo diritto alla retribuzione professionale docenti per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e al bonus della carta del docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, condannando il Ministero al pagamento dei relativi importi. Nelle more il Ministero ha corrisposto le somme dovute per la carta del docente e il ricorrente ha chiesto, limitatamente a tale parte, la cessazione della materia del contendere. Dopo che il TAR ha rilevato d’ufficio l’assenza della certificazione attestante il passaggio in giudicato della sentenza e ha assegnato alle parti un termine per interloquire, il ricorrente ha dichiarato di depositare la certificazione, ma nel fascicolo telematico risultava invece allegata, verosimilmente per errore materiale, una copia dell’ordinanza interlocutoria. La questione decisiva è dunque la mancata prova del passaggio in giudicato della pronuncia ordinaria di cui si chiede l’esecuzione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso per ottemperanza, poiché nel fascicolo non era presente il certificato attestante il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Grosseto. Tale certificazione costituisce prova di un presupposto necessario dell’azione di ottemperanza per l’esecuzione di decisioni del giudice ordinario. La parziale esecuzione relativa alla carta del docente non consentiva di dichiarare cessata la materia del contendere, perché la declaratoria prevista dall’art. 34, comma 5, c.p.a. ha portata sostanziale e presuppone una decisione sul merito, preclusa dalla pronuncia pregiudiziale d’inammissibilità. Spese compensate, considerato il carattere solo formale delle difese dell’Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    il ricorso per l’ottemperanza del giudicato di decisioni del giudice ordinario va dichiarato inammissibile, qualora il ricorrente abbia omesso di produrre il certificato attestante il passaggio in giudicato della pronuncia di cui è chiesta l'esecuzione

    Per l’ottemperanza di una decisione del giudice ordinario, la produzione del certificato attestante il passaggio in giudicato è necessaria; la sua omissione comporta l’inammissibilità del ricorso.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    la cessata materia del contendere, che, a norma dell’art. 34 co. 5 c.p.a., ha comunque una portata sostanziale (di merito)

    La cessazione della materia del contendere ha natura sostanziale e presuppone una decisione di merito; non può quindi essere pronunciata quando il ricorso è inammissibile per mancata prova di un presupposto dell’azione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una decisione del giudice ordinario, il ricorrente deve produrre il certificato attestante il passaggio in giudicato della pronuncia; in mancanza, il ricorso è inammissibile.
  • La parziale esecuzione della decisione nelle more del giudizio non consente di dichiarare cessata la materia del contendere se il ricorso è inammissibile per mancata prova del passaggio in giudicato, poiché tale declaratoria ha portata sostanziale e presuppone una decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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