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Sentenza

Sentenza n. 15911/2026 - Roma, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Velletri - Sez. Lavoro n. 1296/2024 (causa n. 2311/2023 RG), integrata da decreto di correzione errore materiale del 12.11.2024, con specifico riferimento all'adozione di un nuovo decreto di ricostruzione di carriera di Assistente Amministrativa della ricorrente nella Scuola statale con riconoscimento integrale del servizio prestato nel ruolo di provenienza di Collaboratore Scolastico fino al passaggio nel diverso profilo di Assistente Tecnico avvenuto nell'a.s. 1999/2000 (pari ad anni 8 e giorni 13 di cui dal 14.11.1990 al 31.08.1994 non di ruolo e dall'01.09.1994 al 31.08.1999 di ruolo) e al conseguente pagamento in favore della ricorrente degli arretrati dovuti a titolo di differenze retributive pari ad € 17.412,83 oltre interessi legali, come per legge;

Giustizia amministrativa202514491

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 1296/2024, relativa alla ricostruzione della carriera e al pagamento di differenze retributive

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 1296/2024, corretta con decreto del 12 novembre 2024. La pronuncia aveva disposto un nuovo decreto di ricostruzione della carriera, con riconoscimento integrale del servizio prestato nel ruolo di collaboratrice scolastica fino al passaggio al profilo di assistente tecnica nell'anno scolastico 1999/2000 (otto anni e tredici giorni, dal 14 novembre 1990 al 31 agosto 1999), e il pagamento di € 17.412,83 oltre interessi legali per differenze retributive maturate dal 16 novembre 1999 al 1° novembre 2022. In corso di giudizio la ricorrente ha riferito che il Ministero aveva pagato nel maggio 2026 le differenze riconosciute dalla sentenza, precisando che non erano state pagate ulteriori differenze maturate da novembre 2022 in avanti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il Ministero aveva eseguito la sentenza ottemperanda mediante il pagamento delle differenze retributive da essa liquidate, pari a € 17.412,83 oltre interessi legali. Le ulteriori somme maturate dopo il 1° novembre 2022 non rientravano nell'oggetto della sentenza da eseguire e non potevano quindi fondare la permanenza dell'interesse nel giudizio di ottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in € 700 oltre oneri di legge e rimborso del contributo unificato, poiché aveva adempiuto solo dopo la notifica e il deposito del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Ritenuto, conseguentemente, di dover dichiarare cessata la materia del contendere, essendo stata pienamente soddisfatta nel corso del giudizio la pretesa di parte ricorrente;

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata è stata pienamente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta esecuzione integrale del titolo da parte dell'amministrazione determina la cessazione della materia del contendere; non rilevano crediti maturati dopo il periodo coperto dalla pronuncia da eseguire.
  • L'amministrazione che esegue il titolo soltanto dopo la notifica e il deposito del ricorso per ottemperanza può essere condannata alle spese del giudizio, anche se la pretesa è stata soddisfatta durante il processo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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