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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20145/2024 del 21/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la decisione del Tribunale di Salerno che aveva dichiarato non doversi procedere per i reati contestati, sostenendo che il giornalista Maffongelli aveva consapevolmente pubblicato notizie offensive della reputazione di Franco Cimmino senza aver adeguatamente verificato le fonti e quindi non poteva invocare la scriminante del diritto di cronaca. Si è rilevato inoltre che la fotografia pubblicata ritraeva il cugino della persona coinvolta ma con lo stesso nome, circostanza che poteva trarre in inganno il lettore medio e aggravare l'offesa alla reputazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, osservando che la questione principale non era l'attribuibilità della condotta ma l'offensività della pubblicazione e i limiti del diritto di cronaca. Ha richiamato i principi secondo cui la diffamazione richiede il dolo generico o eventuale e che il diritto di cronaca ha efficacia scriminante solo se basato su diligente verifica delle fonti; la pubblicazione di una foto sbagliata non è coperta dalla scriminante anche se il fatto narrato è vero. Considerato che la foto ritraeva una persona con lo stesso nome del soggetto cui si riferivano gli articoli, la Corte ha ritenuto che il lettore medio poteva essere indotto in errore. Ne è conseguito l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata nei confronti dell'autore dell'articolo e, per correlazione, anche nei confronti della direttrice.

Norme richiamate

  • art. 554-ter cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento all'udienza predibattimentale nella quale il Tribunale ha pronunciato la decisione di non doversi procedere; norma procedurale relativa al procedimento pre-dibattimentale.

  • art. 57 cod. pen.

    Richiamata nella motivazione del Tribunale in relazione alla possibile attribuzione della responsabilità alla direttrice; la Corte osserva che, in assenza di reato dell'autore dell'articolo, non può farsi ricadere la responsabilità sulla direttrice ai sensi del richiamo normativo.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti formali con cui il ricorso per cassazione è stato enunciato; norma che disciplina l'enunciazione dei motivi in Cassazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Richiamato in relazione alla trasmissione degli atti e delle conclusioni; indicazione formale sulle modalità di trasmissione in sede di impugnazione.

  • art. 595 cod. pen. (diffamazione)

    Norma materiale sulla diffamazione implicitamente richiamata dalla decisione: la Corte ricorda che l'elemento soggettivo richiesto è il dolo generico o eventuale e che la capacità offensiva della pubblicazione va valutata rispetto al lettore medio.

Massime di principio

  • La diffamazione, in ambito penale, richiede il dolo generico o eventuale: è rilevante la consapevolezza di usare espressioni socialmente interpretabili come offensive.
  • L'offensività di una pubblicazione si valuta dal punto di vista del lettore medio, che non si limita al titolo o alla sola immagine ma considera il contesto (testo, sottotitoli, didascalie, altri elementi della pagina).
  • Il diritto di cronaca scrimina solo se l'informazione è il frutto di una diligente verifica delle fonti: la verifica professionale è condizione necessaria per l'esimente.
  • La pubblicazione di una foto errata che collega una persona estranea a fatti gravi non è coperta dal diritto di cronaca e può integrare la lesione della reputazione, anche quando il contenuto testuale sia corretto.
  • Quando la persona raffigurata ha lo stesso nome della persona cui si riferiscono i fatti, aumenta il rischio di confusione per il lettore medio; i giornalisti devono quindi adottare particolari cautele di verifica identificativa.
  • La responsabilità della direttrice o dell'editore può derivare dalla posizione correlata rispetto all'autore; tuttavia l'attribuzione di responsabilità è collegata all'accertamento del reato del giornalista e alla verifica delle misure di controllo adottate.
  • Una decisione di non doversi procedere adottata in fase predibattimentale può essere annullata in Cassazione se la valutazione sulla offensività o sull'operatività della scriminante del diritto di cronaca risulta erronea.

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