Cassazione Penale, Sentenza n. 36171/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione contestando la valutazione della prova relativa al superamento della soglia di punibilità: il ricorrente deduce che la condanna si è basata esclusivamente sull'accertamento induttivo dell'Agenzia delle Entrate (studi di settore), senza una autonoma e critica valutazione probatoria da parte del giudice e senza considerare elementi contrari forniti dall'imputato
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il motivo non manifestamente infondato e ha constatato che, nelle more del giudizio di legittimità, il reato si è prescritto al 31/12/2021. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha inoltre osservato che la condanna in primo e secondo grado si era fondata sull'accertamento induttivo (prova atipica ai sensi dell'art. 189 c.p.p.) e che il giudice aveva confermato la responsabilità in assenza di valutazione autonoma e critica degli elementi probatori; non sono stati riconosciuti gli effetti della recidiva contestata, circostanza che ha inciso sul computo dei termini di prescrizione.
Norme richiamate
art. 5 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma che disciplina il reato contestato (omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali); applicata per qualificare il fatto relativo all'anno d'imposta 2010
art. 189 cod. proc. pen.
Riferimento all'accertamento induttivo come "prova atipica"; la Corte richiama che tale forma di prova non può sostituire una valutazione critica autonoma del giudice
artt. 157-161 cod. pen.
Norme sul computo della prescrizione e sui termini che hanno portato alla declaratoria di estinzione del reato alla data del 31/12/2021
art. 17 comma 1-bis del d.lgs. n. 74 del 2000
Norma rilevante ai fini del calcolo della pena e delle conseguenze sul computo della prescrizione; richiamata nel calcolo dei termini temporali della prescrizione
Massime di principio
- L'accertamento induttivo (es. studi di settore o valutazioni dell'Agenzia delle Entrate) costituisce prova atipica e richiede che il giudice proceda a una motivazione autonoma e critica prima di fondarvi una condanna
- La mera riproposizione dell'atto di accertamento dell'ufficio finanziario, senza verifiche e senza valutazione degli elementi contrari prodotti dall'imputato, è insufficiente a sorreggere una condanna penale
- Se, nel corso del procedimento, il reato si estingue per prescrizione, la Corte di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato
- La contestazione della recidiva può incidere sul computo della prescrizione; se gli effetti della recidiva non sono riconosciuti dal giudice, ciò può portare all'estinzione del reato per prescrizione
- In casi analoghi è importante per la difesa produrre elementi (documentali, contabili o dichiarativi) che confutino l'accertamento induttivo o ne ridimensionino i risultati
- Chi valuta provvedimenti tributari come fonti di prova penale deve garantire il rispetto del principio di motivazione e la verifica critica delle inferenze induttive prima di riconoscere la responsabilità penale
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