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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33259/2026 del 10/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo e inammissibili il secondo e il terzo. La condanna per plurime fattispecie fallimentari, già confermata in appello con riforma limitata al trattamento sanzionatorio, è quindi rimasta ferma. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Napoli del 26 settembre 2025, che aveva riformato la decisione di primo grado soltanto quanto al trattamento sanzionatorio, confermando la condanna per plurime fattispecie fallimentari. La Corte di cassazione ha valutato unitariamente le sentenze di primo e secondo grado, rilevando che esse seguivano un analogo percorso argomentativo e si fondavano sulla medesima piattaforma probatoria. Il primo motivo, relativo presumibilmente alla decorrenza della prescrizione del delitto di bancarotta fraudolenta, è stato ritenuto manifestamente infondato: secondo la giurisprudenza consolidata richiamata, il momento consumativo decorre dalla dichiarazione di fallimento e da tale momento decorrono i termini di prescrizione. Il secondo motivo, concernente la richiesta di sospensione condizionale della pena, è stato dichiarato inammissibile perché meramente reiterativo di una questione già valutata dalla Corte di appello con motivazione coerente e logica. È stato inoltre ribadito che il beneficio non può essere concesso a chi abbia riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche quando sia intervenuta la riabilitazione. Il terzo motivo, relativo alla determinazione della pena e al giudizio di bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche, è stato dichiarato inammissibile perché diretto a contestare valutazioni di merito adeguatamente e ragionevolmente motivate.

Norme richiamate

  • normativa fallimentare

    La sentenza richiama le plurime fattispecie fallimentari oggetto della condanna, senza indicare nel testo gli specifici articoli applicati.

  • sospensione condizionale della pena

    La Corte esclude la concessione del beneficio a chi abbia riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se sia intervenuta la riabilitazione, secondo la giurisprudenza richiamata.

  • prescrizione del reato

    Per il delitto di bancarotta fraudolenta, il termine di prescrizione decorre dal momento consumativo individuato nella dichiarazione di fallimento.

Massime di principio

  • Nel delitto di bancarotta fraudolenta, il momento consumativo coincide con la dichiarazione di fallimento; da tale momento decorre il termine di prescrizione.
  • La richiesta di sospensione condizionale della pena è inammissibile in cassazione quando si limiti a reiterare una questione già esaminata dal giudice di merito con motivazione coerente e logica.
  • La sospensione condizionale della pena non può essere concessa a chi abbia riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se sia intervenuta la riabilitazione.
  • La determinazione della pena e il bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche appartengono alla valutazione discrezionale del giudice di merito e non sono censurabili in cassazione quando risultino adeguatamente e ragionevolmente motivati.
  • Nel giudizio di cassazione, la motivazione delle sentenze di primo e secondo grado può essere valutata unitariamente quando le decisioni seguano un analogo percorso argomentativo e si fondino sulla medesima piattaforma probatoria.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioniPena e commisurazione
RamiReati fallimentariProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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