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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38209/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva rigettato l'appello avverso il diniego del G.i.p. di applicare la custodia cautelare in carcere a carico di Luigi Matteo Saracino. Con il primo motivo ha denunciato contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in relazione al capo 96 (trasferimento fraudolento di valori, art. 512-bis c.p.), sostenendo che il Tribunale avesse escluso la gravità indiziaria per difetto del "dolo specifico" nonostante un'altra ordinanza, nel medesimo procedimento, avesse ritenuto gravi indizi a carico del padre Pasquale Saracino per lo stesso reato in concorso; lamentava inoltre carenza di motivazione sulle altre dieci ipotesi analoghe. Con il secondo motivo censurava la ritenuta assenza delle esigenze cautelari per il tempo trascorso dai fatti, in contrasto con principi di diritto della giurisprudenza di legittimità.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e, quanto al primo, manifestamente infondati: non vi è contraddizione nel ritenere assente il "dolo specifico" in capo al titolare apparente (Luigi Matteo) pur riconoscendolo per il concorrente (il padre), poiché la fattispecie richiede la consapevolezza e la finalità di eludere le misure di prevenzione patrimoniale e tale consapevolezza non può essere automaticamente desunta dal rapporto familiare. La deduzione del Procuratore è stata considerata congetturale e non una "massima di esperienza" idonea a sostenere la gravità indiziaria. Quanto al secondo motivo, è stato ritenuto comunque privo di specificità ai sensi degli artt. 591 e 581 c.p.p., perché il ricorrente si è limitato a richiamare una pronuncia della Corte senza applicarla al caso concreto.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen.

    La fattispecie richiede, oltre all'elemento materiale, la consapevolezza e la finalità specifica di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale; pertanto il titolare apparente può non avere il "dolo specifico" e risultare non punibile anche se il concorrente è responsabile.

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Imposta il requisito di specificità delle censure in ricorso per cassazione: motivi generici o non specifici sono inammissibili.

  • art. 581, lett. d), cod. proc. pen.

    Collegato al principio di non genericità, richiede che il motivo indichi gli artt. e i principi di diritto invocati e sia specificamente valorizzato rispetto al caso concreto.

  • Giurisprudenza della Corte di legittimità (massime richiamate)

    Sez. 5, n. 25616 del 24/05/2019; Sez. U, n. 40275 del 15/07/2021; Sez. 2, n. 28942 del 02/07/2009; Sez. 2, n. 45080 del 14/10/2021

    La Corte ha più volte affermato che le massime di esperienza devono essere giudizi ipotetici generali fondati su ripetute esperienze e verificabili; inoltre è possibile che in concorso uno dei partecipanti sia privo del dolo necessario, per cui la responsabilità va valutata individualmente.

Massime di principio

  • Per l'art. 512-bis c.p. la gravità indiziaria richiede la prova dell'elemento soggettivo specifico: non è sufficiente il rapporto di parentela per inferire automaticamente il "dolo specifico" dell'intestatario apparente.
  • In reati commessi in concorso, la responsabilità va valutata singolarmente: la sussistenza di indizi gravi per un concorrente non implica automaticamente gli stessi indizi per l'altro.
  • Le "massime di esperienza" devono essere formule generali verificabili e fondate su ripetute esperienze; deduzioni meramente congetturali non possono sostituire elementi probatori concreti nella valutazione della gravità indiziaria.
  • I motivi di ricorso devono rispettare i requisiti di specificità previsti dagli artt. 591 e 581 c.p.p.; censure generiche o richiamo astratto alla giurisprudenza, senza collegamento al caso concreto, sono inammissibili.
  • Le doglianze sulla mancata applicazione della custodia cautelare richiedono un'argomentazione puntuale che contrasti le ragioni specifiche espresse dal giudice di merito; richiamare principi generali senza adattarli ai fatti del caso non è sufficiente.

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