Cassazione Penale, Sentenza n. 30760/2023 del 14/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Gregori Ever impugna la sentenza della Corte di Appello di Ancona del 20/12/2022 che, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato de plano non doversi procedere per estinzione dei reati per prescrizione e ha confermato l'ordine di riduzione in pristino ai sensi dell'art.181 D.Lvo 42/2004. Il ricorrente deduce: (1) violazione degli artt.127 e 469 c.p.p. perché la Corte d'appello ha pronunciato il proscioglimento per prescrizione in camera di consiglio senza avviso alle parti, precludendo alla difesa di produrre la documentazione attestante il permesso di costruire in sanatoria rilasciato il 19/04/2021, causa estintiva prevalente ai sensi degli artt.13 e 22 L.47/1985; (2) errata applicazione dell'art.181, comma 2, D.Lvo 42/2004 in quanto l'ordine di rimessione in pristino sarebbe possibile solo con sentenza di condanna trattandosi di provvedimento accessorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Ancona per il prosieguo. Il giudice di legittimità ha rilevato che la pronuncia predibattimentale di proscioglimento per prescrizione emessa in appello senza contraddittorio è illegittima e produce nullità, ma ha altresì richiamato la pronuncia della Corte Costituzionale n.111/2022 che ha riconosciuto l'interesse dell'imputato a proporre ricorso per cassazione contro tali sentenze. Inoltre la Corte ha chiarito che l'ordine di riduzione in pristino di cui all'art.181 D.Lgs. 42/2004 è imponibile solo con sentenza di condanna e deve essere revocato in caso di declaratoria di estinzione del reato per prescrizione; pertanto la statuizione in tal senso in favore del ripristino va revocata. Atti trasmessi alla Corte d'Appello di Ancona per il seguito.
Norme richiamate
D.P.R. 380/2001
artt.44, comma 1, lett.c), 93, 94, 95
Norme richiamate per i reati edilizi contestati; la Corte utilizza queste disposizioni per descrivere il materiale del capo d'imputazione rispetto al quale è stata dichiarata la prescrizione
D.Lgs. 42/2004
L'art.181 autorizza, in caso di condanna, l'ordine di riduzione in pristino a spese del condannato; la Corte afferma che tale ordine può essere impartito solo con sentenza di condanna e deve essere revocato se il reato si estingue per prescrizione
Legge 394/1991
Norme richiamate tra le norme sostanziali/ambientali oggetto del capo d'imputazione
Legge 47/1985
Gli artt.13 e 22 disciplinano la sanatoria edilizia; la Corte osserva che la concessione del permesso in sanatoria, se intervenuta in epoca precedente, costituisce causa estintiva del reato prevalente sulla prescrizione
Codice di procedura penale
art.127, art.129, art.496, artt.598,599,601, art.568 comma 4, art.469
Art.127 (divieto di decisione de plano senza contraddittorio) e art.129 (udienza in camera di consiglio) sono centrali per censurare la pronuncia predibattimentale. La Corte richiama la giurisprudenza di legittimità che considera illegittima la sentenza predibattimentale di proscioglimento per prescrizione; tuttavia la Corte Costituzionale (v. infra) ha inciso sull'interpretazione dell'art.568 c.p.p. comma 4 determinando l'ammissibilità del ricorso per cassazione quando sia pronunciata una sentenza predibattimentale di prescrizione
Sentenza Corte Costituzionale n.111/2022
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'interpretazione che escludeva l'interesse dell'imputato a ricorrere per cassazione avverso sentenza d'appello che, in fase predibattimentale e senza contraddittorio, dichiari l'estinzione del reato per prescrizione; ne consegue che l'imputato ha interesse ad impugnare e la Cassazione può esaminare tali pronunciamenti
Giurisprudenza di legittimità citata
Sez. U. n.28954/2017; Sez.2 n.42411/2012; Sez.6 n.50013/2015; Sez.3 n.51010/2013; Sez.3 n.31430/2018; Sez.3 n.10624/2006
Richiami giurisprudenziali utilizzati per affermare: a) l'illegittimità della pronuncia predibattimentale di proscioglimento per prescrizione emessa in appello senza contraddittorio; b) la prevalenza della sanatoria edilizia sulla prescrizione se intervenuta anteriormente; c) la natura accessoria dell'ordine di riduzione in pristino collegata alla sentenza di condanna
Massime di principio
- Una pronuncia di proscioglimento per estinzione del reato pronunciata "de plano" in camera di consiglio in sede di appello, senza contraddittorio, è illegittima e può essere oggetto di cassazione; dopo la sentenza n.111/2022 della Corte Costituzionale l'imputato ha interesse a proporre ricorso per cassazione avverso tale pronuncia
- Se, nel corso del procedimento, interviene una causa estintiva del reato diversa dalla prescrizione (es. concessione del permesso di costruire in sanatoria ex artt.13 e 22 L.47/1985) e tale causa si è verificata in epoca anteriore alla prescrizione, la causa favorevole (sanatoria) prevale e estingue il reato
- L'ordine di riduzione in pristino ai sensi dell'art.181 D.Lgs.42/2004 costituisce un provvedimento che può essere disposto solo con sentenza di condanna; se la sentenza di appello dichiara l'estinzione del reato per prescrizione, l'ordine di ristoro deve essere revocato e resta ferma la competenza dell'autorità amministrativa
- La declaratoria di nullità della sentenza di appello pronunciata senza contraddittorio per un proscioglimento predibattimentale è un vizio rilevante che può portare all'annullamento senza rinvio quando, alla luce degli atti, risulti necessario disporre il prosieguo presso il giudice d'appello
- In presenza di controversie su prescrizione e cause estintive sostanziali (es. sanatoria), è essenziale garantire il tempestivo coinvolgimento delle parti e la possibilità di produrre documenti decisivi in appello; l'assenza di tale possibilità può inficiare la decisione e giustificare l'annullamento
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