Cassazione Penale, Sentenza n. 32574/2025 del 02/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di inammissibilità dell'appello (proposto il 25/01/2021) per erronea applicazione della normativa sull'ammissibilità (art. 591 c.p.p.) introdotta successivamente e per vizio di motivazione; dedotta altresì la sopravvenuta improcedibilità dell'azione penale a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. 10/10/2022 n.150 che ha reso il reato di furto procedibile a querela della persona offesa, mentre la querela non risulta presentata
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto decisiva la questione della sopravvenuta improcedibilità: essendo intervenuto, durante il giudizio d'appello ma prima dell'adozione dell'ordinanza di inammissibilità, il nuovo regime di procedibilità a querela, la difesa poteva validamente dedurre in Cassazione la mancanza della condizione di procedibilità. Sulla base dell'art. 129 c.p.p. e del principio di favore per la legge sopravvenuta (art. 2, comma 4 c.p.), la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e la sentenza di primo grado perché l'azione penale non poteva essere proseguita per mancanza di querela
Norme richiamate
Codice penale
Articoli indicano i reati ascritti all'imputata (concorso, furto e relative aggravanti), ovvero la fattispecie sostanziale contestata
Codice di procedura penale
art. 591, comma 1, lett. c)
Norma che disciplina i casi di inammissibilità dell'impugnazione; la Corte territoriale aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello facendo riferimento ai requisiti di questa disposizione
Codice di procedura penale
Disposizioni sulle modalità e termini relativi all'impugnazione; richiamata in connessione ai requisiti contestati dall'appellante
Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150
art. 2, comma 1, lett. i) e art. 85, comma 2
Ha trasformato alcune fattispecie da procedibilità d'ufficio a procedibilità a querela (tra cui il furto) e prevedeva regole sull'informazione alla persona offesa; la riforma è stata centrale per riconoscere la sopravvenuta improcedibilità
Decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162, conv. dalla legge 30 dicembre 2022, n.199
art. 6 (differimento e modifiche)
Ha differito l'entrata in vigore della riforma e modificato alcune disposizioni (compresa l'eliminazione dell'onere per l'autorità giudiziaria di informare la persona offesa), rilevante per la determinazione degli obblighi di parte
Codice di procedura penale
Stabilisce l'obbligo del giudice di dichiarare l'improcedibilità dell'azione penale quando manca la condizione di procedibilità; la Corte l'ha invocato per annullare senza rinvio
Codice penale
Principio della legge penale più favorevole; applicato per valutare la rilevanza della norma sopravvenuta sulla procedibilità e sulla punibilità
Massime di principio
- Se, durante il giudizio di impugnazione ma prima della pronuncia che definisce il gravame, interviene una legge più favorevole che trasforma la procedibilità d'ufficio in procedibilità a querela, la mancanza della querela può essere fatta valere in cassazione e comportare l'annullamento per improcedibilità
- L'art. 129 c.p.p. obbliga il giudice a dichiarare l'improcedibilità quando manca la condizione di procedibilità: tale obbligo si applica anche se la causa di improcedibilità è sopravvenuta dopo la proposizione dell'impugnazione ma prima della decisione sull'impugnazione
- La possibilità di dedurre in Cassazione una causa sopravvenuta (es. improcedibilità o estinzione) è ammessa quando la sopravvenienza incide sulla validità del rapporto processuale ancora pendente e la questione non poteva essere devoluta al giudice di merito alla data dell'impugnazione
- Se la legge favorevole interviene prima della proposizione dell'impugnazione, il difensore doveva già fondare l'appello sulla nuova situazione; se invece interviene dopo ma prima della decisione, la questione può essere sollevata successivamente e, se fondata, porta all'annullamento senza rinvio
- La dichiarazione di inammissibilità dell'impugnazione, se non censurata e relativa a vizi formali del ricorso esistenti alla data dell'impugnazione, può precludere censure ulteriori; tuttavia, quando sorge una causa sopravvenuta che incide sulla procedibilità, questa prevale e deve essere valutata dal giudice
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