Cassazione Penale, Sentenza n. 666/2023 del 11/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso contro la sentenza di condanna per calunnia indiretta in concorso con Pasquale Castorio; motivo principale: censura sulla legittimazione a costituirsi parte civile dei singoli soci della Four Software snc (sostegno che non sarebbero stati direttamente danneggiati) e impugnazione della ritenuta responsabilità della Scaccianoce, che contestava di essere estranea alla condotta materiale (la falsa denuncia di smarrimento fu materialmente presentata dal Castorio) e di non avere il dolo necessario né elementi probatori idonei a dimostrare un accordo preventivo con il concorrente
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto non fondata la censura sulla ricostruzione della responsabilità (le sentenze di merito offrono una lettura logica delle prove che consente di ritenere la Scaccianoce parte del programma criminoso), ma ha constatato l'estinzione del reato per prescrizione (fatto del 6 febbraio 2014; anche considerando i giorni di sospensione il reato si è prescritto dopo la definizione dell'appello del 15 ottobre 2021). Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali. Sul profilo civile, ha invece accolto il motivo relativo alla illegittimità dei singoli soci a costituirsi parte civile: ha confermato la legittimazione della Four Software snc e di Salvatore Monti (amministratore che ha tentato l'incasso), ma ha annullato senza rinvio le statuizioni civili nella parte in cui avevano riconosciuto la legittimazione ad agire ai singoli soci. Per il resto la sentenza di merito è stata confermata.
Norme richiamate
art. 578 cod. proc. pen.
Richiamata per spiegare che, nonostante l'annullamento della decisione sugli aspetti penali per estinzione del reato, le statuizioni civili possono rimanere ferme nel loro portato oggettivo e la liquidazione del danno è rimessa al giudice civile
Massime di principio
- La configurazione del concorso in un reato come la calunnia può essere tratta anche da elementi indiziari che mostrino un interesse comune e una partecipazione fattiva ai contatti/prestazioni fra le parti, non solo dalla percezione della condotta materiale (chi materialmente denuncia).
- La semplice qualità di socio di una società non conferisce automaticamente legittimazione a costituirsi parte civile per un danno che è, in primo luogo, della società: i singoli soci possono essere esclusi se il pregiudizio è da riferirsi all'interesse sociale e non a un danno diretto e personale.
- La prescrizione estingue il reato anche dopo la condanna nei gradi di merito; in tal caso la Cassazione può annullare senza rinvio gli effetti penali per intervenuta prescrizione, pur lasciando ferme o delimitando le statuizioni civili secondo il diritto processuale applicabile.
- Quando si contesta la partecipazione a un progetto criminoso, è centrale l'analisi temporale e probatoria: chi vuole dimostrare l'assenza di dolo o di conoscenza della condotta illecita deve puntare su elementi che mostrino una separazione temporale o fattuale fra la sua attività e l'atto materiale illecito.
- Se si è parte lesa come società, è opportuno che sia la società stessa a promuovere la richiesta di risarcimento; i soci che intendano agire devono mostrare un danno personale e non meramente derivato dalla posizione societaria.
- In difesa penale, la strategia utile è isolare il ruolo materiale (chi ha compiuto l'atto) e dimostrare l'assenza di un accordo antecedente; in alternativa, occorre contestare la catena probatoria che lega iniziative apparentemente innocue (come la consegna di titoli) alla successiva realizzazione del reato.
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