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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25412/2024 del 27/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello per manifesta illogicità della motivazione: denunciava l'assenza di riscontri sulla provenienza delittuosa dei beni sequestrati e l'omessa valutazione, da parte della Corte, della richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena, motivata dalla sua incensuratezza e dalla stabile attività lavorativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato nel resto e fondato solo sul profilo relativo alla sospensione condizionale della pena. Ha confermato che la condanna per due reati di ricettazione (riqualificazione dell'originaria imputazione di riciclaggio) e la rideterminazione della pena a 1 anno, 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa restano definitive. Tuttavia ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa statuizione sulla sospensione condizionale della pena e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Bari per nuovo giudizio esclusivamente su tale punto, con obbligo di motivare anche il giudizio prognostico previsto dagli artt. 163 e 164 c.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

    convertito nella legge 18 dicembre 2020, n. 176

    autorizza la trattazione scritta in Cassazione in mancanza di tempestiva richiesta di discussione orale; applicata per procedere con conclusioni scritte

  • art. 94, comma 2, del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150

    richiamato per effetto delle modifiche legislative che rendono applicabile la disciplina sulla trattazione scritta

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    prevede il vizio per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su punti determinanti della decisione; usato per censurare la mancata valutazione della richiesta di sospensione condizionale

  • art. 624, comma 1, cod. proc. pen.

    principio di formazione progressiva del giudicato: le statuizioni sulla responsabilità e sulla pena, divenute definitive, vincolano il giudice del rinvio limitatamente a quanto già formato

  • art. 163 c.p.

    individua i presupposti per la concessione della sospensione condizionale della pena; il giudice del rinvio dovrà valutare il loro sussistere

  • art. 164 c.p.

    richiede che il giudice esprima un giudizio prognostico sulla personalità e sul comportamento del condannato quale premessa per la concessione del beneficio

Massime di principio

  • In reati di ricettazione il giudice può desumere la provenienza delittuosa dei beni anche attraverso prove logiche e circostanze obiettive senza dover ricostruire integralmente il delitto presupposto o individuare gli autori di quest'ultimo.
  • Se la difesa chiede la sospensione condizionale della pena, il giudice è tenuto ad affrontare esplicitamente la richiesta e a motivare la decisione, compreso il giudizio prognostico richiesto dagli artt. 163 e 164 c.p.; l'omessa trattazione costituisce vizio di motivazione rilevante in Cassazione.
  • La Cassazione può concedere una pronuncia parziale: confermare la condanna e la pena e, al tempo stesso, annullare la decisione solo per omissioni motivazionali su benefici della sospensione condizionale, con rinvio limitato al punto.
  • La formazione progressiva del giudicato limita l'area su cui il giudice di rinvio può intervenire: gli elementi di responsabilità e la pena definitivamente stabiliti non possono essere riaperti se non nei limiti indicati dalla Cassazione.
  • Fattori come l'incensuratezza e la stabile attività lavorativa sono rilevanti ai fini del giudizio prognostico per la sospensione condizionale, ma devono essere esaminati e motivati dal giudice di merito; in mancanza la decisione è annullabile.

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