Cassazione Penale, Sentenza n. 17463/2025 del 08/05/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per i reati connessi agli stupefacenti (art.74 T.U. Stup. e reati scopo). I motivi di ricorso contestavano: (1) la qualificazione della partecipazione ai sensi dell'art.74, sostenendo che il contributo (presenza in casa in tre episodi) fosse occasionale e privo di affectio societatis; (2) la configurazione di concorso nei reati scopo (artt.110 e 73 T.U. Stup.), ritenendo le intercettazioni non individualizzanti e insufficienti ai sensi dell'art.192, comma 2 c.p.p.; (3) l'insufficienza della motivazione sulle esigenze cautelari e la mancata considerazione di misure meno afflittive, atteso che il ricorrente si manteneva con lavoro lecito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, confermando che il ricco compendio investigativo (intercettazioni, videoriprese, sequestri, episodi di consegna/ritiro di droga e di denaro) conteneva gravissimi indizi di partecipazione: presenza del Viglianesi in occasione di consegne, sua attività di ricezione del corriere in assenza della convivente, conversazioni in cui si concordava la custodia del denaro e il rinvenimento di euro 78.215 nell'armadio della camera da letto. Ha inoltre escluso la rilevanza del confutare la presunzione prevista dall'art.275, comma 3 c.p.p. in materia di stupefacenti, rilevando l'assenza di prova contraria e la concretezza del pericolo di reiterazione. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 (art.74 T.U. stupefacenti)
La Corte ha ritenuto che la messa a disposizione dell'abitazione per ricevere sostanze e custodire denaro, la partecipazione alle consegne e la gestione della 'cassa comune' siano indizi idonei a configurare la partecipazione all'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Codice penale (artt.81, 110)
Gli artt. citati sono stati richiamati per inquadrare la responsabilità in concorso: la Corte ha ritenuto che gli elementi raccolti giustificassero l'attribuzione di responsabilità per i reati scopo nei termini di concorso.
d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 (art.73 T.U. stupefacenti)
Richiamato come norma punitive per le condotte di detenzione e spaccio; la Corte ha ritenuto sussistenti gli indizi relativi ai reati scopo per i quali il Viglianesi è indiziato.
Codice di procedura penale (art.192, comma 2)
La Corte ha precisato la distinzione tra la prova indiziaria richiesta in dibattimento (art.192, comma 2) e il parametro meno stringente dei 'gravi indizi di colpevolezza' richiesto per le misure cautelari; pertanto la diversa soglia non legittima la rivalutazione di merito in cassazione.
Codice di procedura penale (art.275, comma 3)
Applicata la doppia presunzione semplice relativa all'esistenza delle esigenze cautelari e all'adeguatezza della custodia cautelare in carcere per i reati di cui all'art.74 T.U. Stup.; la Corte ha ritenuto che la difesa non abbia fornito prova contraria idonea a superare tale presunzione.
Codice di procedura penale (art.616)
Norma invocata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso.
Codice di procedura penale (art.102)
Riferimento procedurale alla sostituzione del difensore in udienza; richiamato per completezza formale.
Massime di principio
- Per l'applicazione di misure cautelari in materia di stupefacenti la soglia probatoria è quella dei 'gravi indizi di colpevolezza', più bassa e distinta dalla prova indiziaria richiesta in dibattimento; un compendio composto da intercettazioni, videoriprese, sequestri e riscontri materiali può essere idoneo.
- La disponibilità dell'abitazione, la partecipazione concreta alle operazioni di consegna/ritiro e la gestione/conoscenza di somme rilevanti custodite come 'cassa comune' costituiscono indizi significativi di partecipazione ad un'organizzazione di traffico di stupefacenti.
- La mera parentela o convivenza non esclude automaticamente la responsabilità; ciò che conta è l'esistenza di elementi che dimostrino consapevolezza e collaborazione (es. ricezione in assenza dell'altro, indicazioni su dove occultare denaro, presenza durante scambi).
- Per contrastare efficacemente la custodia cautelare per reati di stupefacenti (anche alla luce dell'art.275, comma 3), la difesa deve offrire elementi concreti e specifici a confutazione della presunzione e a dimostrazione dell'assenza di pericolo di reiterazione (es. prova di assenza di ruoli operativi, fonti di reddito lecite verificabili, impossibilità di contatti con la rete criminale).
- Nel valutare l'idoneità di misure alternative (arresti domiciliari, braccialetto elettronico) il giudice deve motivare in concreto la loro inefficacia rispetto al rischio di mantenimento dei contatti illeciti; la semplice enunciazione non è sufficiente, ma la presenza di rapporti e di ruoli funzionali nell'organizzazione può giustificare la sola custodia carceraria.
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