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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8092/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 19/01/2024 (rinvio dopo annullamento parziale della Cassazione) denunciando: a) nullità per contrasto tra dispositivo e motivazione e illegittimità dell'ordinanza ex art. 130 c.p.p. di correzione di errore materiale (riguardo al riferimento della formula "conferma nel resto"); b) insufficiente, illogica e carente motivazione sul capo 15) (art. 73 d.P.R. 309/90) per Mane Ramadan e Mane Artur; c) insufficienza e contraddittorietà della motivazione e violazione di legge in ordine al capo 45) (associazione ex art. 74 d.P.R. 309/90) per Bedalli, Locka e Mane Ramadan, con contestazione anche del ruolo apicale attribuito a Locka.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi in parte infondati e in parte fondati. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla presunta nullità per contrasto tra dispositivo e motivazione e ha ritenuto legittima l'ordinanza ex art. 130 c.p.p. che ha precisato il riferimento della conferma alla sentenza di appello del 03/12/2021 (correzione favorevole al ricorrente dunque priva di interesse). Sul capo 15) (art. 73 d.P.R. 309/90) ha respinto i gravami di Mane Ramadan e Mane Artur, confermando che la Corte d'appello ha adeguatamente colmato le lacune motivazionali del giudizio precedente e legittimamente ha ritenuto provata la cessione contestata sulla base della valutazione unitaria del compendio indiziario. Sul capo 45) (associazione ex art. 74 d.P.R. 309/90) ha invece accolto i rilievi di difesa per insufficiente e reiterata motivazione: la Corte territoriale ha fatto ricorso agli stessi indici che la sentenza rescindente aveva ritenuto non specifici dell'associazione e non ha effettuato il supplemento di motivazione richiesto. Di conseguenza la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Bedalli Elis, Locka Henry e Mane Ramadan limitatamente al capo 45) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello per nuovo giudizio sul punto. Il ricorso di Mane Artur è stato invece dichiarato totalmente inammissibile e questi è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Consente la correzione di errori materiali nel dispositivo; la Corte ha ritenuto legittima l'ordinanza che ha precisato il riferimento della conferma alla sentenza di appello precedente, non configurando ciò una nullità.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sul traffico di stupefacenti; applicata ai capi di imputazione relativi alle cessioni contestate (capo 15), la Corte ha valutato la prova alla luce del compendio indiziario unitario per affermare la responsabilità.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Figura dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Cassazione richiama che per la sua configurabilità occorre un quid pluris rispetto al semplice concorso, ossia un elemento organizzativo o strutturale (mezzi predisposti, coordinamento, continuità) che qui la Corte territoriale non ha adeguatamente dimostrato.

  • art. 627 cod. proc. pen., comma 3

    Obbligo del giudice del rinvio di uniformarsi al principio di diritto stabilito dalla sentenza di annullamento quando rilevante; la Corte ricorda i limiti dell'autonomia del giudice di rinvio rispetto alle conclusioni di diritto della Cassazione.

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e

    Censura per omissione e manifesta illogicità della motivazione; la Cassazione esercita controllo di legittimità sulla motivazione nei limiti stabiliti da questa norma.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso nel reato; la distinzione tra concorso e associazione richiede valutazioni di merito in ordine a continuità, organizzazione e ruolo dei partecipanti.

Massime di principio

  • Se la Cassazione annulla una sentenza per vizio di motivazione, il giudice del rinvio ha piena autonomia di valutazione del fatto ma non può riproporre nella sostanza la stessa motivazione ritenuta viziata dalla Suprema Corte; può invece esaminare elementi probatori anche prima trascurati, purché non ripeta argomentazioni censurate.
  • La correzione di un errore materiale ex art. 130 c.p.p. è ammissibile quando si tratti di mera rettifica formale del dispositivo e non di sanatoria di una nullità sostanziale; se la correzione è favorevole al ricorrente, questi perde interesse a lamentarla.
  • Per configurare l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) non basta la pluralità di reati o ingenti quantitativi di droga: è necessario dimostrare il 'quid pluris' organizzativo (coordinamento, ruoli, mezzi dedicati, continuità e condivisione di programmi/profitti). Indici isolati come conversazioni, autovetture o utenze dedicate possono essere indizi utili ma non decisivi senza un collegamento probante che mostri strutturalità.
  • Le conversazioni intercettate e altri indici vanno valutati in chiave unitaria e coerente; tuttavia elementi compatibili anche con semplici cessioni autonome non possono da soli fondare la specifica imputazione associativa.
  • Il contrasto tra dispositivo e motivazione è una nullità solo se effettivamente sussiste una discrepanza insanabile; rettifiche formali che chiariscono riferimenti oggettivamente errati possono essere fatte ex art. 130 c.p.p. se non incidono su diritti sostanziali delle parti.

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