Cassazione Penale, Sentenza n. 16939/2024 del 23/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in più censure: 1) nullità/erronea applicazione per mancata rinnovazione formale dell'ammissione delle prove dopo il mutamento del giudice, alla luce della sentenza Sez. U. "Bajrami" (n. 41736/2019); 2) mancata riqualificazione della condotta alla fattispecie di lieve entità ex art. 73, comma 5, DPR 309/1990, nonostante cessioni di modesti quantitativi a pochi acquirenti; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); 4) mancata unificazione/quoad poenam (continuazione) tra i reati del procedimento e una precedente sentenza irrevocabile della Corte d'Appello di Napoli (n. 1053/2016). Il ricorrente denunciava inoltre contraddittorietà e illogicità della motivazione dei giudici di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo in parte. Ha respinto le censure relative alla rinnovazione istruttoria (primo motivo), alla mancata riqualificazione per lieve entità (secondo motivo) e al diniego delle attenuanti generiche (terzo motivo), ritenendo congrua la valutazione di merito sulla base del complesso probatorio (ampio compendio intercettativo, continuità dell'attività, organizzazione e capacità di approvvigionamento). Ha, invece, accolto il quarto motivo nella parte in cui la Corte territoriale non ha motivato adeguatamente il diniego del vincolo di continuazione tra i reati qui giudicati e quelli oggetto della sentenza di Napoli; per tale profilo ha disposto l'annullamento con rinvio limitato alla mancata valutazione/riconoscimento della continuazione. Quanto al resto, la condanna di primo grado confermata in appello è stata lasciata intatta.
Norme richiamate
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato tra le disposizioni processuali rilevanti rispetto alla formazione della prova e alla gestione del dibattimento; la Corte ne tiene conto nel quadro delle censure sulla rinnovazione istruttoria.
art. 187 cod. proc. pen.
Norma sulle prove e sulla valutazione delle stesse; richiamata nel contesto delle censure relative all'ammissione e utilizzabilità delle deposizioni.
art. 190 cod. proc. pen.
Potere del giudice di valutare la rilevanza e l'ammissione delle prove; la Corte ricorda i poteri decisionali del giudice anche dopo rinnovazione.
art. 191 cod. proc. pen.
Norma procedurale sulla formazione del processo verbale d'udienza richiamata nel quadro tecnico-procedurale.
art. 495 cod. proc. pen.
Potere motivazionale del giudice in ordine alla valutazione della prova; invocato per sostenere la discrezionalità valutativa dei giudici di merito.
art. 525 cod. proc. pen.
Principio di immutabilità del giudice; al centro del tema della rinnovazione istruttoria dopo il mutamento di persona del giudice, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità (Sez. U. "Bajrami").
art. 586 cod. proc. pen.
Norma sulla motivazione della sentenza, richiamata nelle censure di contraddittorietà/illogicità.
art. 468 cod. proc. pen.
Obbligo di depositare la lista dei testimoni; nella rinnovazione per mutamento del giudice le parti devono indicare i soggetti da riesaminare secondo i limiti previsti.
art. 568 cod. proc. pen.
Termini procedurali per la riassunzione/rinnovazione del dibattimento e per il deposito delle nuove liste testimonali, richiamato dalla Corte in relazione ai tempi successivi alla pronuncia "Bajrami".
art. 512 cod. proc. pen.
Riguarda l'acquisizione di atti e dichiarazioni predibattimentali; la Corte segnala che il consenso della difesa all'utilizzabilità non ha rilievo positivo tale da giustificare attenuanti.
art. 73 DPR 9 ottobre 1990, n. 309 (comma 1 e comma 5)
Disciplina la fattispecie di detenzione/spaccio di stupefacenti e la possibilità di riconoscimento della lieve entità (comma 5). La Corte sottolinea che la valutazione deve essere globale (quantitativo nel tempo, organizzazione, capacità di azione), non limitata al singolo quantitativo ceduto.
art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309 (comma 6)
Riferito nel ricorso come confronto normativo su reato associativo e su come la struttura organizzativa incida sulla valutazione della lieve entità.
art. 62-bis cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ricorda che il loro riconoscimento richiede elementi positivi e non è automatico in assenza di elementi negativi.
art. 81 cod. pen.
Principio relativo all'accertamento dell'unicità del disegno criminoso e alla continuazione tra reati; centrale nella censura poi accolta parzialmente per mancata adeguata motivazione sulla continuazione.
art. 90 cod. proc. pen.
Norma procedurale connessa alla esecuzione delle sentenze e all'esercizio delle azioni penali; citata nel contesto delle censure sulla continuazione e sulle conseguenze penali.
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, commi 8 e 9
Normativa emergenziale che ha regolato la trattazione in camera di consiglio per il procedimento odierno (modalità telematiche e procedure), richiamata nell'istruttoria della Cassazione.
Sez. U. "Bajrami" (n. 41736/2019)
Giurisprudenza di legittimità che ha chiarito la disciplina della rinnovazione istruttoria in caso di mutamento del giudice (art. 525 c.p.p.), specificando limiti, obblighi delle parti e poteri del giudice; fondamentale nella valutazione del primo motivo.
Sez. U. "Murolo" (n. 51063/2018)
Richiamata per i principi relativi alla valutazione della lieve entità del reato di stupefacenti e alla necessità di una valutazione complessiva degli indici di offensività.
Massime di principio
- Mutamento del giudice e rinnovazione istruttoria: dopo la sentenza Sez. U. "Bajrami" le parti che chiedono la rinnovazione devono depositare tempestivamente la lista dei testi (art. 468 c.p.p.) indicando le ragioni specifiche; in mancanza il giudice può ritenere superfluo il riesame e revocare le citazioni, senza che ciò costituisca automaticamente nullità.
- Effetto delle pronunce di legittimità recenti: l'adozione di un indirizzo giurisprudenziale più restrittivo non configura di per sé un "overruling" favorevole alla parte che aveva confidato nell'interpretazione precedente; la parte deve dimostrare l'effettiva incidenza della questione sull'esito del giudizio.
- Valutazione della lieve entità nei reati di stupefacenti (art. 73 DPR 309/90): non è sufficiente considerare il singolo quantitativo ceduto; il giudice deve valutare il quadro complessivo (quantità nel tempo, numero di assuntori riforniti, disponibilità e frequenza di approvvigionamento, metodo organizzativo), potendo escludere la lieve entità anche per cessioni ripetute e inserite in una rete di spaccio.
- Circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.): il loro riconoscimento richiede elementi positivi specifici; condizioni come giovane età o difficoltà personali non sono automaticamente idonee a determinare l'attenuante se non adeguatamente contestualizzate e documentate.
- Impugnazioni per utilizzabilità di prove: chi impugna in cassazione l'utilizzabilità di una prova deve dimostrare la rilevanza decisiva dell'elemento illegittimo sull'esito del giudizio (cd. "prova di resistenza"); in mancanza, l'errore di utilizzazione può essere dichiarato non idoneo a incidere sulla conferma della condanna.
- Continuazione tra reati: il mancato o insufficiente inquadramento motivazionale del vincolo di continuazione può determinare l'annullamento parziale con rinvio; la Corte di merito è tenuta a motivare in modo puntuale l'esistenza o l'assenza dell'identità del disegno criminoso tra fatti diversi.
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