Risposta n. 81 del 22/11/2018
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl contribuente ritiene che le spese per la progettazione del restauro della chiesa siano agevolabili e che le erogazioni liberali di terzi destinate a tali spese possano fruire dell’Art-bonus previsto dal decreto-legge n. 83 del 2014.
Erogazioni liberali per la progettazione del restauro di una chiesa comunale e accesso all’Art-bonus
Il quesito
Il Comune chiede se le spese per l’incarico di progettazione dei lavori di restauro della chiesa di sua proprietà possano rientrare tra gli interventi agevolabili ai fini dell’Art-bonus, così da consentire il beneficio anche per le erogazioni liberali destinate a finanziare tali costi.
Il parere dell’Agenzia
L’Agenzia ritiene ammissibili all’Art-bonus le erogazioni liberali destinate al restauro dell’edificio monumentale, in quanto il bene è di proprietà del Comune e gli interventi prospettati rientrano tra quelli agevolati di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici. Il parere è stato espresso anche conformemente al Ministero dei beni e delle attività culturali.
Art-bonus per il restauro di una chiesa comunale
L’interpello riguarda l’accesso al credito d’imposta c.d. Art-bonus in relazione a un intervento di restauro di una chiesa di proprietà comunale. Il Comune istante intende finanziare i lavori anche tramite erogazioni liberali e chiede se tra le spese agevolabili possano rientrare quelle per la progettazione dell’intervento.
Fattispecie e contesto
Il Comune è proprietario della chiesa Alfa, qualificata dall’istante come bene rientrante tra gli istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica, richiamando l’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. L’ente intende procedere al restauro dell’edificio monumentale e vuole sapere se le spese connesse all’incarico di progettazione dei lavori possano beneficiare del regime dell’Art-bonus.
Quesito del contribuente
Il quesito è se le erogazioni liberali in denaro ricevute da terzi e destinate a coprire le spese di progettazione dei lavori di restauro della chiesa comunale possano fruire del credito d’imposta previsto dall’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83.
Soluzione interpretativa prospettata
Il Comune ritiene che le spese per la progettazione del restauro rientrino tra quelle agevolabili ai sensi della legge n. 83 del 2014 e che, conseguentemente, anche le erogazioni liberali ricevute per finanziare tali spese possano godere dell’agevolazione Art-bonus.
Normativa richiamata dall’Agenzia
L’Agenzia richiama l’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014, n. 106 e successive modifiche, che riconosce un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per specifiche finalità culturali e di spettacolo.
In particolare, il beneficio riguarda:
- interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
- sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e di altri soggetti dello spettacolo indicati dalla norma;
- realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo senza scopo di lucro;
- interventi su beni culturali pubblici quando le erogazioni siano destinate a soggetti concessionari o affidatari del bene.
L’Agenzia richiama anche la circolare n. 24/E del 31 luglio 2014, che aveva già precisato l’ambito applicativo del credito d’imposta.
Adempimenti dei beneficiari delle erogazioni
Viene inoltre ricordato il comma 5 dell’articolo 1, secondo cui i soggetti beneficiari delle erogazioni liberali, inclusi concessionari o affidatari di beni culturali pubblici, devono:
- comunicare mensilmente al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l’ammontare delle erogazioni ricevute nel mese di riferimento;
- dare pubblica comunicazione dell’ammontare ricevuto, della destinazione e dell’utilizzo delle somme;
- pubblicare le informazioni in un apposito portale ministeriale, con indicazioni sullo stato di conservazione del bene, sugli eventuali interventi in corso, sui fondi pubblici assegnati, sull’ente responsabile e sulla fruizione del bene.
Parere dell’Agenzia delle Entrate
Per definire la questione, l’Agenzia ha chiesto un parere al Ministero dei beni e delle attività culturali. In conformità a tale parere, ha concluso che le erogazioni liberali destinate al restauro dell’edificio monumentale sono ammissibili all’Art-bonus.
La motivazione è che:
- il bene culturale è di proprietà del Comune, quindi è un bene pubblico;
- gli interventi prospettati rientrano tra quelli espressamente previsti dalla norma, ossia gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici.
Conclusioni operative
L’interpello si conclude con il riconoscimento della possibilità di applicare l’Art-bonus alle erogazioni liberali destinate al restauro della chiesa comunale. Il parere conferma quindi l’agevolabilità del finanziamento privato dell’intervento, nei limiti e secondo le modalità previste dalla disciplina normativa richiamata.
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