Ordinanza n. 3199/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, -di atto Prot. -OMISSIS- del-OMISSIS- emesso da Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive Direzione SUAP Sportello Carburanti Comune di Roma notificato il -OMISSIS- di improcedibilità delle comunicazioni di trasferimento di titolarità degli impianti per la distribuzione di carburanti siti in -OMISSIS-, acquisite al Protocollo Dipartimentale con i numeri-OMISSIS- tutte in data-OMISSIS-; - di ogni altro atto ad essi connesso, preordinato, e conseguente, nessuno escluso compresi note e comunicazioni richiamate nell’atto gravato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atto comunale di improcedibilità delle comunicazioni di trasferimento di titolarità di impianti per la distribuzione di carburanti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l’atto con cui Roma Capitale ha dichiarato improcedibili le comunicazioni relative al trasferimento della titolarità di alcuni impianti di distribuzione carburanti. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che il trasferimento degli impianti alla ricorrente si era perfezionato dopo l’adozione di un’informazione antimafia interdittiva nei confronti della società cedente. La ricorrente sosteneva quindi l’illegittimità dell’atto comunale e chiedeva la tutela cautelare, ma il testo non specifica analiticamente i singoli motivi di ricorso.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insufficienza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che, essendosi il trasferimento perfezionato dopo l’adozione dell’informazione antimafia interdittiva a carico della società cedente, quest’ultima non potesse validamente disporre del titolo autorizzativo relativo agli impianti, ai sensi dell’art. 67, comma 2, del d.lgs. n. 159/2011. Il giudice ha inoltre rilevato che l’interdittiva era stata definitivamente confermata nella sua legittimità dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 942/2026. Quanto al periculum in mora, il TAR ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla corretta esecuzione del provvedimento interdittivo. La società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge, in favore di Roma Capitale.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.
art. 67, comma 2, d.lgs. 159/2011
Il soggetto colpito da informazione antimafia interdittiva non può validamente disporre del titolo autorizzativo relativo agli impianti quando il trasferimento si perfeziona dopo l’interdittiva.
sentenza Consiglio di Stato n. 942/2026
La legittimità dell’informazione antimafia interdittiva rilevante nella controversia è stata definitivamente confermata.
Massime di principio
- Quando il trasferimento della titolarità di un impianto o di un’autorizzazione si perfeziona dopo l’adozione di un’informazione antimafia interdittiva nei confronti del cedente, il soggetto interdetto non può validamente disporre del relativo titolo autorizzativo ai sensi dell’art. 67, comma 2, del d.lgs. 159/2011.
- In sede cautelare, la definitiva conferma giudiziale della legittimità dell’interdittiva antimafia costituisce un elemento contrario alla sussistenza del fumus boni iuris della domanda diretta a conservare gli effetti di un trasferimento autorizzativo successivo all’interdittiva.
- Nel bilanciamento cautelare, l’interesse pubblico alla corretta esecuzione di un provvedimento interdittivo antimafia può prevalere sugli interessi economici del soggetto che chiede di mantenere gli effetti del trasferimento dell’autorizzazione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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