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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05021/2026 del 06/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale relativo al procedimento penale contro Greggio Devil e altri per il delitto di «attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti» (art. 452-quaterdecies c.p., ex art. 260 d.lgs. 152/2006). La questione verteva su quale fosse il foro competente: il Tribunale di Treviso sosteneva che la raccolta illecita e l'attività lesiva fossero avvenute prevalentemente nel circondario trevigiano; il Tribunale di Padova riteneva invece decisivo il luogo dello stoccaggio e dell'ammasso (Conselve, PD) e aveva sollevato il conflitto negativo con trasmissione degli atti alla Corte di cassazione.

La decisione

La Corte ha affermato la competenza territoriale del Tribunale di Treviso e ha disposto la trasmissione degli atti a tale giudice. La motivazione sottolinea che, secondo la giurisprudenza di legittimità, il reato abituale di traffico illecito di rifiuti si perfeziona attraverso più comportamenti reiterati e la competenza si individua nel luogo in cui la condotta diviene riconoscibile e qualificabile come penalmente rilevante. Nel caso concreto l'imputazione descriveva la raccolta organizzata nel trevigiano e il danno alla società pubblica CONTARINA SPA (operante esclusivamente nel trevigiano), sicché ciò basta a radicare la competenza in Treviso, indipendentemente dal successivo ammasso nel padovano.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen. (ex art. 260 d.lgs. n. 152/2006)

    Rilevato come reato abituale che si perfeziona attraverso più condotte reiterate; per la competenza territoriale è sufficiente la realizzazione in forma organizzata di una delle condotte alternative (es. raccolta, trasporto, gestione) purché la quantità sia ingente; l'ingente va valutato nel complesso delle operazioni anche se singolarmente modeste.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Richiamato come criterio generale che, per il reato abituale, individua la competenza nel luogo in cui il comportamento diviene riconoscibile e qualificabile come penalmente rilevante.

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Norma invocata nelle fasi preliminari per la rimessione pregiudiziale: qui la Corte ha preso atto di precedenti valutazioni rese in sede di rimessione, pur trattandosi di pronunce di inammissibilità non vincolanti.

  • art. 28 e art. 30 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto negativo di competenza e la procedura di rimessione degli atti alla Corte di cassazione per la risoluzione della stasi processuale; le norme sono state applicate per la decisione sul conflitto fra i due tribunali.

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Prevede la decisione della Corte in caso di conflitto di competenza e la comunicazione/trasmissione della sentenza ai giudici in conflitto; applicata per affermare la competenza di Treviso e disporre la trasmissione degli atti.

  • artt. 23 e 51 cod. proc. pen.

    Richiamati nella pronuncia impugnata del Tribunale di Treviso che aveva dichiarato incompetente il proprio ufficio sulla base di tali disposizioni (criteri di competenza e territorialità), ma la Cassazione ha ritenuto prevalenti le considerazioni sulla riconoscibilità del fatto penalmente rilevante.

Massime di principio

  • Per i reati abituali (es. traffico illecito di rifiuti) la competenza territoriale si individua dove, per la reiterazione delle condotte, il comportamento diventa riconoscibile e qualificabile come penalmente rilevante; non necessariamente nel luogo in cui si osserva l’effetto più vistoso (es. ammasso finale).
  • La quantità "ingente" può essere valutata nel suo complesso aggregando più operazioni, anche se ciascuna è di modesta entità, purché esista un'organizzazione e una continuità delle condotte.
  • Nella questione di competenza occorre fare riferimento essenzialmente al capo di imputazione: i giudici non possono, nella fase di decisione del conflitto, svolgere una istruttoria di merito per ribaltare i fatti descritti nell'imputazione.
  • La presenza di un danno aggravato a una specifica pubblica amministrazione o concessionario locale (es. società di gestione rifiuti operante in una provincia) costituisce un forte elemento di collegamento territoriale utile a radicare la competenza in quel circondario.
  • Le pronunce di inammissibilità che contengono osservazioni sul merito non sono vincolanti ma possono essere persuasive se conformi alla consolidata giurisprudenza di legittimità; il criterio prevalente resta comunque la coerenza con la casistica giurisprudenziale consolidata.

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