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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04842/2026 del 06/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Fatti: furto del portafoglio di Fariello Mario (circa 600 euro, documenti e carta di debito) con effrazione del finestrino; contestazione a Ferrari Jenny dei reati di cui agli artt. 624 e 625 n.2 e 7 cod. pen. (furto con aggravanti) e a Ferrari Gessicha del reato di cui all'art. 493-ter cod. pen. (utilizzo indebito della carta di debito). Ricorsi in Cassazione: Ferrari Jenny ha denunciato l'inesistenza della querela necessaria alla procedibilità dopo la riforma (d.lgs. 150/2022), rilevando che in atti è presente solo una denuncia priva di richiesta di punizione; ha poi censurato l'erroneo utilizzo di tale denuncia in motivazione e la corretta applicazione dell'aggravante per esposizione alla pubblica fede e della recidiva. Ferrari Gessicha ha censurato la valutazione di merito circa l'identificazione, la comparazione fotografica, il rigetto delle pene sostitutive e la revoca della sospensione condizionale.

La decisione

Per Ferrari Jenny: la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il reato di furto (art. 624 cod. pen.) è divenuto perseguibile a querela di parte per effetto del d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 e, non essendovi stata querela, l'azione penale è improcedibile. È stata applicata la retroattività della norma di favore ai fatti commessi anteriormente all'entrata in vigore della novella. Per Ferrari Gessicha: il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la Cassazione ha ritenuto che la valutazione dell'affidabilità delle prove e del riconoscimento fotografico sia competenza del giudice di merito e non rientri nel sindacato di legittimità salvo macroscopiche aporie; è stata confermata la legittimità del rigetto delle pene sostitutive e della revoca della sospensione condizionale. Condanna della ricorrente Gessicha al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p. (furto)

    "Il delitto è punibile a querela della persona offesa" (nella formulazione risultante dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)

    La Corte ha interpretato la modifica come norma di favore applicabile anche ai fatti anteriori all'entrata in vigore, con la conseguenza che, in mancanza di querela, l'azione penale per il furto è improcedibile

  • art. 625 n.2 e n.7 c.p. (aggravanti)

    Le aggravanti contestate (violenza sulle cose e esposizione alla pubblica fede) non rientrano tra i casi che consentono la procedibilità d'ufficio dopo la riforma, pertanto non escludono la necessità della querela se non ricorrono le condizioni previste dalla legge

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (c.d. Riforma Cartabia)

    "art. 2, comma 1, lett. i)"

    Ha modificato il regime di procedibilità per il furto rendendolo perseguibile a querela; la Corte l'ha ritenuta applicabile retroattivamente come norma di favore

  • art. 336 c.p.p. (querela e denuncia)

    La denuncia priva di espressa richiesta di punizione non sostituisce la querela e non rende procedibile il reato divenuto a querela; la denuncia può essere acquisita solo per verificare l'esistenza della condizione di procedibilità

  • art. 192 c.p.p. (valutazione delle prove)

    La Corte di legittimità ha richiamato i criteri di gravità, precisione e concordanza degli indizi e ha ritenuto legittima la valutazione di merito sull'identificazione quando motivata e priva di aporie

  • art. 58 L. 24 novembre 1981 n. 689 (pene sostitutive)

    Nel valutare l'applicabilità di pene sostitutive il giudice deve considerare i criteri dell'art. 133 c.p.; la Corte ha ritenuto legittimo il rifiuto della pena sostitutiva fondato su precedenti penali e condizioni personali

  • art. 545-bis c.p.p., comma 2

    La norma attribuisce al giudice la facoltà, non l'obbligo, di acquisire informazioni dall'ufficio di esecuzione penale esterna o dalla polizia giudiziaria prima di decidere sulle pene sostitutive; la Corte ha confermato la discrezionalità del giudice in merito

  • art. 168 c.p. (sospensione condizionale della pena)

    La revoca della sospensione condizionale può essere disposta quando ricorrono i presupposti di legge; la Corte ha confermato che tali presupposti sussistevano nel caso concreto

Massime di principio

  • Dopo il d.lgs. 10/10/2022 n.150 (Riforma Cartabia) il reato di furto può essere divenuto perseguibile solo a querela: in assenza di querela la prosecuzione dell'azione penale è improcedibile anche per fatti commessi anteriormente, se la norma è di favore.
  • Una semplice denuncia ai pubblici uffici, priva dell'espressa richiesta di punizione, non sostituisce la querela e non rende procedibile un reato divenuto perseguibile a querela.
  • La Corte di Cassazione applica retroattivamente le norme processuali e di procedibilità favorevoli all'imputato a fatti anteriori all'entrata in vigore, salvo specifici limiti normativi o di inammissibilità del ricorso.
  • In sede di legittimità non è consentita la rivalutazione del merito probatorio (riconoscimenti, comparazioni, valutazione delle telecamere) se la motivazione dei giudici di merito è coerente, completa e priva di macroscopiche aporie.
  • Il rigetto delle pene sostitutive può fondarsi in modo legittimo sui precedenti penali e su un'adeguata motivazione circa la non idoneità della pena alternativa alla finalità rieducativa; l'acquisizione di informazioni ex art. 545-bis c.p.p. resta discrezionale.
  • La revoca di benefici penitenziari (es. sospensione condizionale) deve essere valutata rispetto ai presupposti di legge e può essere confermata se detti presupposti sussistono.

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