Ordinanza n. 2362/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Puglia, Sezione staccata di Lecce, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro la situazione derivante dalla scadenza del titolo concessorio e dalla destinazione dell'area
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a. contro l'ordinanza del TAR che aveva respinto la domanda cautelare proposta in primo grado. Dal testo emerge che l'appellante ha depositato documentazione il 15 giugno 2026 e ha prospettato il superamento delle contestate irregolarità igienico-sanitarie. La controversia riguarda tuttavia un titolo concessorio ormai incontestabilmente scaduto, la necessità di ridestinare l'area mediante eventuale procedura comparativa rispettosa dei principi di trasparenza e concorrenza e la presenza, su circa l'80% dell'area, di un sequestro preventivo per abusi edilizi realizzati dall'appellante, oggetto di procedimento penale pendente.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che l'appello non fosse meritevole di accoglimento anche ammettendo la rilevanza della documentazione depositata e considerando superate le irregolarità igienico-sanitarie: la scadenza del titolo concessorio, la necessità di una possibile nuova procedura comparativa nel rispetto di trasparenza e concorrenza e il sequestro preventivo di circa l'80% dell'area per abusi edilizi impediscono di ravvisare una plausibile fondatezza della pretesa cautelare. Quanto al periculum in mora, l'interesse dell'appellante è stato ritenuto recessivo, in ragione della situazione concreta dell'area, rispetto all'interesse pubblico. Le spese del grado cautelare sono state integralmente compensate per la complessità del quadro fattuale.
Norme richiamate
art. 62 c.p.a.
Disciplina l'appello cautelare, proposto contro l'ordinanza cautelare del TAR.
principi di trasparenza e concorrenza
La ridestinazione dell'area, ove occorra, deve avvenire mediante apposita procedura comparativa rispettosa dei principi di trasparenza e concorrenza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento dei dati identificativi delle parti.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La scadenza del titolo concessorio impedisce, in sede cautelare, di riconoscere una posizione qualificata alla prosecuzione del rapporto, salvo la deduzione e la dimostrazione di specifiche ragioni giuridiche idonee a giustificarla.
- Quando l'amministrazione debba nuovamente destinare un'area pubblica a un'attività concessoria, la riassegnazione deve avvenire, ove necessario, mediante una procedura comparativa rispettosa dei principi di trasparenza e concorrenza.
- La presenza di un sequestro preventivo su gran parte dell'area per abusi edilizi riconducibili al concessionario costituisce elemento rilevante nella valutazione cautelare della plausibilità della pretesa e dell'interesse alla prosecuzione dell'uso dell'area.
- Nella comparazione cautelare degli interessi, l'interesse privato alla prosecuzione dell'attività può risultare recessivo rispetto all'interesse pubblico quando la concessione sia scaduta e l'area versi in una situazione di irregolarità edilizia e di sottoposizione a sequestro.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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