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Sentenza

Sentenza del 05/11/2020 n. 24727 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato la nullità delle sentenze di primo e secondo grado per violazione del litisconsorzio necessario, ha cassato le decisioni impugnate e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria provinciale di Pavia per nuovo esame, previa integrazione del contraddittorio nei confronti del litisconsorte pretermesso M. R.. Le spese del giudizio sono compensate.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento relativi all'anno 2004: per la società R. V. contestazione di maggiori ricavi ai fini IRAP e IVA sulla base degli studi di settore; per il socio C. R. contestazioni ai fini IRPEF, addizionali, contributi previdenziali e sanzioni conseguenti all'atto impositivo nei confronti della società. In sede di cassazione è stata inoltre fatta valere la nullità del giudizio per difetto di litisconsorzio necessario, poiché un altro socio (M. R.) non era stato chiamato in causa fin dal primo grado.

Norme richiamate

  • legge 146/1998

    Gli studi di settore hanno valenza probatoria quale presunzione relativa dotata di gravità, precisione e concordanza; possono fondare l'accertamento ma il contribuente ha l'onere di fornire prove contrarie.

  • d.lgs. 546/1992

    Il giudice deve procedere all'integrazione del contraddittorio nei confronti dei litisconsorti necessari; la mancata integrazione comporta la nullità assoluta del giudizio e può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado.

  • codice di procedura civile

    Consente depositi di memorie prima dell'udienza pubblica; qui è stato utilizzato per documentare in cassazione il difetto di contraddittorio.

Massime di principio

  • Quando l'accertamento tributario è unitario (società e soci) occorre sempre valutare il litisconsorzio necessario: tutti i soggetti la cui posizione fiscale è direttamente ricollegabile all'accertamento devono essere chiamati in causa, altrimenti il processo è nullo.
  • L'IRAP imputata per trasparenza ai soci impone di chiamare i soci in giudizio; se l'atto impositivo è unico e riguarda più imposte fondate su elementi comuni (es. IVA e IRAP), il processo può richiedere il simultaneus processus e quindi il litisconsorzio necessario.
  • L'eccezione di difetto di contraddittorio può essere rilevata d'ufficio in ogni grado e determina la nullità delle decisioni se non è stata sanata mediante integrazione o riunione delle cause nei modi previsti.
  • La mancata chiamata di un litisconsorte deve essere sanata prima possibile: se esistono più giudizi pendenti introdotti dai diversi litisconsorti, la riunione può sanare il vizio, ma la Corte di cassazione non procede a sanatoria di fatto; è preferibile integrare il contraddittorio già in primo grado.
  • In fase difensiva il contribuente deve fornire prove specifiche e documentazione idonea a scalfire le presunzioni fondate sugli studi di settore; tuttavia, un vizio procedurale come il difetto di litisconsorzio prevale sulle questioni di merito e determina la nullità delle sentenze.

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