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Ordinanza

Ordinanza n. 1736/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 00235/2026, resa tra le parti, sul ricorso per l’annullamento della determina prot. n. 13253 del 10.11.2025, con la quale il SUAP Cilento – sulla scorta del diniego urbanistico reso dal Comune di Padula - ha concluso negativamente il procedimento di conferenza dei servizi del progetto di “Variante 1 al Permesso di Costruire n. 24/2020 per la ristrutturazione di un fabbricato destinato ad attività produttive” in località Voltacammino del Comune di Padula.

Giustizia amministrativa202602846

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza breve del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva accolto il ricorso contro la determina SUAP di conclusione negativa della conferenza di servizi relativa alla variante a un permesso di costruire per la ristrutturazione di un fabbricato produttivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune appellante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha proposto appello contro la sentenza breve del TAR Campania che aveva accolto il ricorso della società immobiliare e impugnato la determina del SUAP Cilento con cui, sulla base del diniego urbanistico comunale, era stata conclusa negativamente la conferenza di servizi relativa al progetto di variante a un permesso di costruire per la ristrutturazione di un fabbricato destinato ad attività produttive. Nell'appello è stata formulata incidentalmente domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente indicati i motivi di merito dell'appello né le censure articolate contro la sentenza impugnata.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare proposta dal Comune appellante e ha sospeso l'esecutività della sentenza del TAR. La misura è stata giustificata, nelle more della trattazione del merito, dall'esigenza prevalente di mantenere integra la situazione controversa (res adhuc integra) e dalla ritenuta sussistenza del periculum in mora rappresentato dal Comune. L'ordinanza non definisce il merito dell'appello e non esprime una decisione definitiva sulla legittimità della determina SUAP o del diniego urbanistico. Le spese della fase cautelare sono state compensate; il fascicolo è stato trasmesso per la fissazione dell'udienza pubblica di merito.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina l'istanza cautelare in appello; nel caso concreto è stato richiamato quale base normativa della domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • In appello, la sospensione dell'esecutività della sentenza di primo grado può essere accordata quando, nelle more della decisione sul merito, prevalga l'esigenza di mantenere integra la situazione controversa e sia ritenuto sussistente un periculum in mora allegato dall'appellante.
  • L'accoglimento dell'istanza cautelare in appello sospende l'esecutività della sentenza impugnata senza definire il merito dell'impugnazione; la causa deve essere successivamente fissata per la discussione pubblica.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareTitoli abilitativi edilizi
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiTutela cautelare

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