Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 7470/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202603023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaaltro

Atto impugnato: sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VII, n. 7380 del 18 settembre 2025, che aveva accolto l’appello di Roma Capitale e respinto il ricorso contro la rideterminazione dei canoni demaniali marittimi per gli anni 2018, 2019 e 2020

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto revocazione della sentenza n. 7380/2025, deducendo due errori di fatto ai sensi dell’art. 395, n. 4, c.p.c. Primo: la sentenza avrebbe erroneamente ritenuto che le opere pertinenziali fossero state incamerate dal Demanio, senza considerare un atto di mutuo e costituzione di ipoteca dell’11 giugno 2008 sulla proprietà superficiaria delle opere, che secondo la ricorrente ne dimostrava la perdurante appartenenza. Secondo: il giudice non avrebbe rilevato l’esistenza di un precedente giudicato tra le stesse parti, rappresentato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 4560/2024, relativa all’annullamento dell’atto generale che aveva attribuito al litorale di Ostia la classificazione di “alta valenza turistica”. La controversia originaria riguardava la rideterminazione dei canoni per il calcolo delle pertinenze secondo i valori OMI e l’applicazione della maggiorazione per alta valenza turistica.

La decisione

Il ricorso per revocazione è dichiarato inammissibile. Il primo motivo non individua un errore percettivo: la sentenza revocanda aveva fondato l’incameramento sulla licenza di rinnovo del 24 luglio 2003 e aveva svolto una valutazione giuridica dell’idoneità dei titoli concessori; la richiesta della società mira invece a contestare tale valutazione, operazione estranea alla revocazione. Inoltre, l’atto del 2008 è un negozio tra la società e una banca e la dichiarazione unilaterale della società non prova in modo decisivo l’intestazione formale della proprietà, né esclude l’incameramento avvenuto nel 2003. Anche il secondo motivo è inammissibile: la sentenza n. 4560/2024 aveva accolto censure sulla procedura di attribuzione del punteggio per la classificazione turistica, mentre nel giudizio revocando le contestazioni erano circoscritte alla competenza istituzionale del Municipio X. Non vi è incompatibilità pratica e giuridica tra i dispositivi, né il giudice può estendere d’ufficio l’oggetto delle censure oltre i motivi specificamente dedotti. La questione relativa al rinnovo del segmento procedimentale di attribuzione del punteggio troverà soluzione in sede esecutiva, senza rimettere in discussione la competenza del Municipio. La società è condannata a pagare euro 2.000,00 ciascuno a Roma Capitale e all’Agenzia del Demanio, per complessivi euro 4.000,00 oltre accessori; spese compensate nei confronti della Regione Lazio.

Norme richiamate

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    L’errore revocatorio, secondo consolidata giurisprudenza, consiste in una falsa percezione della realtà processuale, in una svista materiale che abbia indotto il giudice a decidere sulla base di un presupposto fattuale palesemente contrastante con le risultanze documentali. Si tratta di un errore che non attiene alla valutazione giuridica dei fatti, ma alla loro stessa constatazione.

    L’errore revocatorio rileva quando il giudice abbia percepito in modo falso la realtà processuale e abbia deciso sulla base di un presupposto fattuale palesemente incompatibile con i documenti; non comprende una pretesa erronea valutazione o interpretazione delle risultanze.

  • art. 395, n. 5, c.p.c.

    Per la giurisprudenza di legittimità, il contrasto rilevante ai fini della revocazione non consiste in un semplice contrasto logico o argomentativo tra le motivazioni delle sentenze, ma in un contrasto tra i rispettivi comandi giuridici (i dispositivi), tale che l’attuazione dell’uno escluda necessariamente l’attuazione dell’altro.

    Il contrasto tra giudicati che giustifica la revocazione richiede un’incompatibilità pratica e giuridica tra i dispositivi, per cui l’esecuzione dell’uno impedisca quella dell’altro; non bastano divergenze argomentative o valutative.

Massime di principio

  • L’errore di fatto revocatorio sussiste quando la decisione dipende da una falsa percezione della realtà processuale, ossia dall’inesistenza di un fatto documentato o dall’esistenza di un fatto documentalmente escluso. Non è revocabile, invece, la decisione fondata su una valutazione giuridica delle risultanze, anche se la parte la ritenga errata.
  • La revocazione non costituisce un ulteriore grado di giudizio e non consente di rimettere in discussione la logicità o correttezza del criterio interpretativo con cui il giudice ha valutato i documenti e i titoli rilevanti.
  • Ai fini della revocazione per contrasto di giudicati, è necessaria un’incompatibilità pratica e giuridica tra i dispositivi di due decisioni, tale che l’attuazione dell’una escluda quella dell’altra; il mero contrasto tra motivazioni o valutazioni giuridiche non è sufficiente.
  • Il giudice non può estendere d’ufficio l’oggetto delle censure oltre i motivi specificamente dedotti dalla parte: un rinvio generico per relationem ai motivi formulati in un distinto giudizio, non riunito, non introduce automaticamente quelle censure nel processo.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeRevocazione e opposizione di terzo
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiAbuso del diritto e del processo

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.