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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25158/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Santa Maria Capua Vetere che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord) sulla somma ritenuta profitto dei reati contestati all'indagato: truffa (art. 640, comma 2, c.p.) e indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), in relazione a corresponsioni percepite quale integrazione oraria per attività di LSU e all'erogazione di ASU dall'INPS. Il Procuratore contestava la motivazione del riesame, ritenuta illogica e omissiva rispetto a molteplici elementi investigativi (segnalazioni del segretario comunale, dati documentali) e sosteneva che il Tribunale avesse errato nella qualificazione giuridica (art. 316-ter e 640-bis) rispetto ad altri indagati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso investisse in realtà una rivalutazione dei dati di fatto e degli indizi acquisiti (motivo non consentito in sede di legittimità per misure cautelari reali), e non avesse efficacemente dimostrato violazioni di legge. Inoltre la censura sul diverso inquadramento giuridico (art. 316-ter) è risultata generica e non ha confutato le argomentazioni del provvedimento impugnato, che aveva evidenziato come alcune condotte potessero costituire al massimo illeciti amministrativi o forme di indebita percezione non riconducibili alla fattispecie di truffa aggravata. Pertanto il provvedimento di annullamento del sequestro è stato confermato nella sostanza per effetto dell'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    Norma sulla truffa: contestata per l'ipotesi di ottenimento di emolumenti per ore non effettivamente svolte. La Corte ha evidenziato che il Tribunale del riesame ha ritenuto carente il fumus per un 'meccanismo truffaldino' complessivo, non potendo la Cassazione sostituirsi al giudice di merito nella valutazione degli indizi.

  • art. 640-bis cod. pen.

    Norma collegata all'indebita percezione di erogazioni pubbliche (come contestazione in relazione all'ASU/INPS). La decisione richiama la necessità di distinguere questa fattispecie dalla truffa, valutando la presenza o meno dell'elemento dell'induzione in errore e la rilevanza dei singoli importi percepiti.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Norma inerente all'indebita percezione di erogazioni pubbliche con soglia di punibilità: la Corte sottolinea (richiamando giurisprudenza) che il superamento della soglia va valutato per ciascuna singola condotta percepita e che la qualificazione penale richiede il rispetto degli elementi costitutivi previsti dalla norma.

  • art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. n. 176/2020) e art. 16 dl. 30 dicembre 2021, n. 228 (conv. L. 25 febbraio 2022, n. 15)

    Norme procedurali richiamate per l'esame del ricorso in Cassazione (regole speciali introdotte/convertite relative al periodo emergenziale e loro applicazione alla procedura).

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamata indirettamente nella giurisprudenza citata: la Cassazione distingue fra vizi della motivazione che consentono impugnazione e mera rivalutazione dei fatti che rende il ricorso inammissibile; l'art. 606 riguarda i motivi di impugnazione in sede di appello ma nella linea argomentativa è richiamato il principio della non ammissibilità di valutazioni alternative dei fatti in sede di legittimità.

Massime di principio

  • In Cassazione, nei ricorsi contro provvedimenti cautelari reali, non è ammessa la semplice rivalutazione dei fatti o degli indizi: il ricorso deve segnalare violazioni di legge o vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza e comprensibilità.
  • Il giudice di legittimità non sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito sulla valutazione del fumus commissi delicti o sull'apprezzamento degli elementi investigativi, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o manifestamtente inidonea.
  • Quando si contesta la qualificazione giuridica (es. truffa vs. indebita percezione), il ricorrente deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni del giudice che ha ricondotto le condotte a diversa fattispecie, dimostrando in termini precisi l'errore di diritto o l'omissione valutativa.
  • Nelle ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche occorre valutare la soglia e la rilevanza di ciascuna singola percezione: il superamento della soglia non si computa necessariamente sommando percezioni differenti se la norma richiede la valutazione per singola condotta.
  • Le irregolarità amministrative o carenze di regolazione/controllo non implicano automaticamente l'esistenza di un 'meccanismo truffaldino' penalmente rilevante; è necessario dimostrare l'organizzazione e la volontà fraudolenta nella gestione delle risorse pubbliche.
  • Per ottenere la conferma di misure reali (sequestro del profitto), oltre al fumus, è utile acquisire elementi che colleghino direttamente le somme sequestrate alla condotta penalmente rilevante e mostrare l'assenza di giustificazioni amministrative plausibili.
  • In sede di impugnazione è strategico strutturare i motivi in termini di violazioni di legge ben circostanziate (error in iudicando/procedendo, mancanza od insufficienza della motivazione) e non come mera richiesta di riconsiderazione degli elementi di fatto.

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