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Ordinanza

Ordinanza n. 369/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601286

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione di ASIS n. 48 del 26 maggio 2026, recante l’aggiudicazione definitiva di un appalto integrato per lavori ferroviari e di risoluzione di un’interferenza con una condotta idrica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante e aggiudicatario)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, l’aggiudicazione definitiva dell’appalto integrato disposta in favore di un raggruppamento temporaneo con mandataria Manna S.p.A., nonché gli atti presupposti e connessi: la proposta della commissione, i verbali relativi all’apertura dell’offerta economica e alla valutazione dell’offerta tecnica, il provvedimento di riammissione del concorrente inizialmente escluso e di riapertura delle operazioni di gara, la nomina della commissione giudicatrice e gli ulteriori verbali di gara. Dal testo dell’ordinanza non risultano esposti in dettaglio i singoli vizi di legittimità dedotti dal ricorrente. In sede cautelare, il ricorrente ha contestato, tra l’altro, la legittimità dell’attività di verifica delle offerte svolta dalla commissione e le modalità di apertura delle offerte economiche. L’aggiudicatario ha inoltre proposto ricorso incidentale, chiedendo l’annullamento degli stessi atti nella parte in cui non sarebbero stati rilevati profili escludenti a suo carico; la relativa domanda cautelare è stata rinviata a una successiva camera di consiglio.

La decisione

Il TAR ha rigettato l’istanza cautelare proposta con il ricorso principale. Pur riconoscendo la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’aggiudicazione, ha escluso, allo stato della sommaria delibazione cautelare, la presenza del fumus boni iuris. In particolare, ha ritenuto legittimo l’esercizio del potere di verifica delle offerte da parte della commissione, in assenza di un provvedimento di sostituzione adottato dalla stazione appaltante. Ha inoltre rilevato che la commissione non aveva proceduto all’apertura delle offerte economiche di entrambi i concorrenti, avendo aperto, nella seduta pubblica del 17 marzo 2026, soltanto l’offerta economica del consorzio ricorrente e attribuito i relativi punteggi. Le spese della fase cautelare sono state compensate. L’udienza pubblica per il merito è stata fissata al 17 marzo 2027, mentre la trattazione cautelare del ricorso incidentale è stata fissata al 10 settembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare, con sommaria delibazione del fumus boni iuris e valutazione del pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 93 d.lgs. 36/2023

    Richiamato quale base normativa per la nomina della commissione giudicatrice.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la verifica della legittimità degli atti di gara avviene secondo una sommaria delibazione, che richiede la presenza del fumus boni iuris oltre al periculum in mora; la sussistenza del solo pregiudizio grave e irreparabile non è sufficiente a ottenere la sospensione dell’atto impugnato.
  • In assenza di un provvedimento di sostituzione adottato dalla stazione appaltante, la commissione di gara può esercitare il potere di verifica delle offerte nell’ambito delle operazioni di gara.
  • La domanda cautelare deve essere rigettata quando, pur ricorrendo un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’aggiudicazione, non emergano, a una valutazione sommaria, profili di fumus boni iuris.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaOfferta e valutazioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contratto
RamiContratti pubblici
SottomaterieCriteri di aggiudicazione e punteggi
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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