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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3680/2024 del 29/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della libertà che aveva annullato la misura della custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere (artt. 110 e 416-bis c.p.). La Procura deduce vizio di motivazione e sostiene che Bevilacqua fosse consapevole di collaborare con soggetti legati alla 'ndrangheta per realizzare affari rilevanti (acquisizione del villaggio Ionio Blu, acquisto/ristrutturazione di un ristorante a Bianco, apertura del ristorante "La Veglia" a Montone) finalizzati anche al riciclaggio di ingenti somme, fornendo le sue competenze professionali e ottenendo, in cambio, protezione e vantaggi sul territorio.

La decisione

Il giudice di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'operato del Tribunale di Reggio Calabria che aveva escluso la sussistenza di gravi indizi di concorso esterno. Il Tribunale aveva rilevato: mancata prova della conclusione dell'affare relativo all'Ionio Blu; assenza di evidenza sul vantaggio fornito alla locale di Bianco dall'operazione del ristorante (mai aperto al pubblico); inesistenza di partecipazione diretta di Bevilacqua nell'affare relativo a "La Veglia". Non sono emerse specifiche concrete circostanze che dimostrassero la utilità perseguita dall'associazione o il vantaggio acquisito dall'imprenditore (ad es. posizione dominante sul territorio). La decisione richiama i principi che regolano il concorso esterno ex art. 416-bis (rapporto di reciproci vantaggi, dolo diretto e contributo causale), e conclude che le deduzioni della Procura non confutano compiutamente la motivazione del provvedimento impugnato.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il concorso esterno richiede che il terzo, pur non inserito nella struttura associativa, instauri con l'associazione un rapporto di reciproci vantaggi (per l'imprenditore: imporsi sul territorio; per l'associazione: risorse/servizi/utilità) e agisca con dolo diretto, consapevole e volontario di apportare un contributo causale alla conservazione o al rafforzamento del sodalizio.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per qualificare la partecipazione o concorso nel reato in connessione con l'associazione per delinquere: occorre coscienza e volontà di concorrere alla realizzazione del fatto tipico oggetto della norma incriminatrice.

Massime di principio

  • Per configurare il concorso esterno in associazione mafiosa non bastano contatti o progetti non conclusi: è necessario dimostrare il vantaggio concreto e specifico per l'associazione e/o per l'imprenditore (es. acquisizione di posizione dominante, accesso a mercati controllati).
  • Deve emergere una correlazione causale tra la condotta dell'imprenditore e il rafforzamento o la conservazione dell'associazione; la mera disponibilità di competenze professionali o la mera frequentazione non sono sufficienti.
  • Il dolo richiesto è diretto: l'imprenditore deve agire nella consapevolezza e volontà di contribuire, anche parzialmente, al programma criminoso del sodalizio; elementi indiziari generici o ipotesi non corroborate non soddisfano tale requisito.
  • Operazioni incompiute o non concluse (accordi abortiti, attività non aperte) possono non essere idonee a fondare la misura cautelare se mancano elementi che dimostrino la concreta utilità per la cosca o la controprestazione per l'imprenditore.
  • In fase di indagine e nel ricorso cautelare, la Procura deve fornire elementi fattuali specifici e circostanziati (pagamenti, accordi effettivi, ruoli chiari, benefici concreti) per sostenere la sussistenza di gravi indizi di concorso esterno.

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