Cassazione Penale, Sentenza n. 12714/2022 del 05/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna a 8 mesi di reclusione per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (divieto di associarsi abitualmente a persone pregiudicate), sostenendo che gli incontri con i fratelli Bevilacqua fossero occasionali (erano solo tre) e che mancasse la prova della sua consapevolezza dello stato di pregiudicato degli stessi. Contestava inoltre l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità e il diniego delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo i motivi manifestamente infondati. Ha confermato la motivazione della Corte d'appello sulla non occasionalità degli incontri (più occasioni, in orario serale e non in pubblico; un incontro in auto in un quartiere con episodi criminosi; e, in altro procedimento, prova di stable frequentazioni). Per tali ragioni ha escluso la particolare tenuità del fatto e ha ritenuto corretta la negazione delle attenuanti generiche sulla base dell'abitualità della condotta e dei precedenti dell'imputato. Ha inoltre condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
sorveglianza speciale di P.S. (misura di prevenzione)
sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza e con prescrizione di non associarsi abitualmente alle persone condannate e sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza
La misura vieta l'associazione abituale con persone pregiudicate; il giudice ha ritenuto che gli incontri accertati costituiscano violazione della prescrizione in quanto abituali e pianificati (orario, luogo, ripetizione).
art. 133 cod. pen.
elementi indicati dall'art. 133 cod. pen.
La Corte ha applicato il principio per cui, ai fini del riconoscimento o dell'esclusione delle attenuanti generiche, il giudice può basarsi sull'elemento che ritiene prevalente; pertanto anche un solo elemento (es. l'abitualità o i precedenti) può giustificare il diniego delle attenuanti.
Giurisprudenza di legittimità (richiamata)
Sez. 2, n. 23903 del 15/07/2020, Rv. 279549
Precedente richiamato per consolidare il principio relativo all'esame degli elementi di cui all'art. 133 cod. pen. e alla possibilità di motivare il diniego delle attenuanti sulla base di un solo elemento ritenuto determinante.
Massime di principio
- In casi di violazione della prescrizione di non associarsi a pregiudicati, la ripetizione degli incontri, l'orario, la riservatezza del luogo e la connessione con contesti criminosi rafforzano l'affermazione di 'abitualità' anche se gli incontri documentati sono poche occasioni.
- La prova di rapporti preesistenti o di frequentazioni stabili, anche dedotta da altri procedimenti, può integrare la motivazione sulla non occasionalità degli incontri.
- Se il gravame circa la consapevolezza dello stato di pregiudicato non è stato sollevato in appello, la Corte di cassazione può ritenere la questione non seriamente contestata; la mancata deduzione tempestiva indebolisce il rilievo nella fase di legittimità.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità è esclusa quando emerge un comportamento abituale o una serie rilevante di condotte; poche occasioni non escludono l'abitualità se il contesto e le modalità indicano stabilità.
- Per le attenuanti generiche il giudice può basarsi anche su un solo elemento ritenuto prevalente (es. reiterazione della condotta o plurimi precedenti); dunque il diniego può essere adeguatamente motivato anche limitandosi a quell'elemento.
- Ricorsi che appaiono manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (es. contributo alla Cassa delle ammende).
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