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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1697/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, difeso dall'avv. Agatino Scaringi, deduce violazione dell'art. 521 c.p.p.: il capo di imputazione descriveva i fatti come un unico reato continuato (per avere con piu azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso danneggiato, facendo uso di un tubo in ferro, 15 autovetture), mentre la Corte di appello ha ritenuto configurabili 15 episodi autonomi di danneggiamento e ha applicato la pena in base a tale riqualificazione, configurando a suo avviso una sostanziale modifica del capo di imputazione e una violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perche generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte di appello secondo cui il capo di imputazione, pur richiamando la continuazione, descriveva in realta una pluralita di condotte di danneggiamento dirette a beni di proprietari diversi; quindi la Corte di appello ha legittimamente trattato i fatti come plurimi reati riuniti dal vincolo della continuazione (applicando art. 81 c.p.) o, comunque, ha fornito adeguata descrizione dei fatti tale da non violare il principio di corrispondenza tra accusa e sentenza. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende. In precedenza la Corte di appello aveva confermato la responsabilita per 16 reati (15 danneggiamenti di autoveicoli e 1 di un display bancomat), esclusa l'aggravante di cui all'art. 61, n. 5 c.p., e rideterminata la pena.

Norme richiamate

  • art. 521 c.p.p.

    La Corte ha ritenuto che non sussista violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza posto che il capo di imputazione conteneva una compiuta descrizione delle condotte plurime; la mancata indicazione esplicita dell'eventuale riferimento all'art. 81 c.p. non impedisce al giudice di'accertare la continuazione tra reati autonomi quando i fatti siano descritti chiaramente.

  • art. 81 c.p.

    Riferimento all'istituto della continuazione: la Corte ha applicato (o confermato l'applicabilita) del vincolo della continuazione tra piu condotte distintamente integranti la stessa fattispecie di reato, giustificando il trattamento sanzionatorio cumulativo senza necessità di un'espressa contestazione formale dell'articolo nel capo di imputazione.

  • art. 61 n. 5 c.p.

    L'aggravante prevista dall'art. 61 n. 5 c.p. e stata esclusa dalla Corte di appello; la Cassazione non ha censurato tale valutazione, quindi ha ritenuto corretta la valutazione di esclusione dell'aggravante nel caso concreto.

Massime di principio

  • La descrizione fattuale compiuta nel capo di imputazione e piu rilevante della mera indicazione formale degli articoli di legge: se i fatti sono descritti chiaramente come plurime condotte, il giudice puo valutare la sussistenza della continuazione anche se l'art. 81 c.p. non e espressamente citado.
  • Per contestare con successo una sentenza per violazione del principio di correlazione, il ricorrente deve dimostrare che la sentenza ha introdotto una modificazione sostanziale del fatto contestato tale da arrecare pregiudizio; una diversa qualificazione giuridica non e sufficiente se i fatti materialmente descritti corrispondono a quanto contestato.
  • Quando le condotte hanno per oggetto beni di proprietari diversi, e piu agevole per il giudice ricondurle a reati autonomi e, soltanto successivamente, valutare l'eventuale vincolo della continuazione ai fini del trattamento sanzionatorio.
  • La mera omissione, nel capo di imputazione, dell'espresso richiamo all'art. 81 c.p. non invalida in automatico la sentenza di condanna: conta la completezza e chiarezza della descrizione fattuale.
  • Le impugnazioni che si limitano a censurare la differente qualificazione giuridica senza spiegare il pregiudizio concreto subito risultano, in genere, inadmissibili o destinate a fallire.

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