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Sentenza

Sentenza n. 1275/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501240

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Brescia n. 1043/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2017/2018–2021/2022

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 1043/2024 del Tribunale di Brescia, pubblicata il 3 ottobre 2024 e notificata al Ministero l’8 ottobre 2024. La decisione aveva accertato il diritto della docente all’assegnazione della Carta del docente per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 e condannato il Ministero a consentire la generazione di buoni per 500 euro per ciascuna annualità. Nel giudizio di ottemperanza la ricorrente ha inoltre chiesto la rifusione delle spese, invocando la soccombenza virtuale del Ministero.

La decisione

Il TAR ha rilevato che il Ministero aveva dato esecuzione alla pronuncia: il 25 febbraio 2026 Sogei aveva accreditato nel borsellino elettronico l’importo riconosciuto alla ricorrente. Poiché la domanda era stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa, il Tribunale non doveva più pronunciarsi sull’oggetto della controversia e ha dichiarato cessata la materia del contendere. In applicazione della soccombenza virtuale, ha posto a carico del Ministero cinque sesti delle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, compensando la restante parte in considerazione del comportamento collaborativo sopravvenuto e dell’intervallo temporale tra sentenza, notifiche, ricorso per ottemperanza e pagamento. Ha disposto la restituzione del contributo unificato, ove versato.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 e seg. c.p.a. davanti a questo Tribunale Amministrativo Regionale, notificato il 26.6.2025, la parte ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 1043/2024

    Le disposizioni disciplinano il ricorso con cui la parte ha chiesto l’esecuzione della sentenza; la controversia è stata definita dopo l’adempimento intervenuto in corso di giudizio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    In ragione di quanto sopra, pertanto, si deve ritenere che la domanda proposta in giudizio abbia trovato piena soddisfazione in sede amministrativa, sicché il Tribunale non è più chiamato a pronunciarsi sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a..

    La piena soddisfazione della pretesa durante il giudizio esclude che il giudice debba decidere ulteriormente sull’oggetto della controversia e conduce alla cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, se l’amministrazione soddisfa integralmente in corso di causa la pretesa riconosciuta dal giudicato, viene meno la necessità di una pronuncia sull’oggetto della controversia e il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • Quando l’adempimento dell’amministrazione interviene solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere regolate secondo la soccombenza virtuale, tenendo conto anche del comportamento collaborativo sopravvenuto e dei tempi dell’adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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